Review Party: Recensione di “Ragazzi della tempesta” di Elle Cosimano

Le Leggi di Gaia sono imperiture, crudeli e ineluttabili. Al calare di una stagione ne ha inizio un’altra, in un ciclo infinito di inizio e fine cadenzato con estrema precisione. Quello che non si sa di questo cambiamento, è ciò che deve capitare a chi reincarna le stagioni stesse: Jack, appartenente all’Inverno, è così costretto a uccidere l’Autunno e a soccombere per mano della Primavera. Amber, Julio e Fleur sono i suoi compagni in questo moto perpetuo, corrispondenti rispettivamente Autunno, Estate e Primavera. Non ci sono coinvolgimenti, solo un eseguire ciò per cui sono stati scelti e addestrati. Ma quando Fleur non è in grado di uccidere Jack, perché entrambi iniziano a provare qualcosa reciprocamente, ha inizio una lotta verso la libertà, per spezzare le catene naturali e sovvertire a un sistema drammatico che non accetta eccezioni.

“Ragazzi della tempesta” è uno di quei romanzi che, solo guardandolo, sapevo che mi avrebbe completamente avvinta a sé. La narrazione in prima persona, che di solito finisce col stancarmi, ha avuto invece l’effetto di farmi sentire ancora più dentro alla storia. Grazie a ciò, entrare nella vita di Jack è stato semplice e naturale, così come empatizzare con i suoi drammi e con il destino segnato per l’eternità. L’azione è il cuore pulsante dell’intero libro, che grazie allo stile fluido dell’autrice scorre piacevolmente, diventando sempre più incalzante a ogni capitolo. Quella della Cosimano è una storia in cui il libero arbitrio e la ribellione sono alla base di tutto, in lotta per rompere uno schema che sembra davvero impossibile da tirare giù. La natura è sopra a ogni cosa e sa che deve fare il suo corso, qualsiasi cosa accada, senza inciampare in sé stessa. Le leggi e la mitologia che caratterizzano il romanzo sono intriganti e costituiscono delle basi solide su cui poggiano gli avvenimenti specifici. La parte romantica, per mio gusto personale, non mi ha particolarmente coinvolto ma ho apprezzato alla follia i legami di amicizia tra i personaggi, un elemento di straordinaria forza che è fondamentale per la guerra che i coinvolti decideranno di intraprendere. Con loro si provano gioia e dolore, sollievo e sconforto, ma tutto è indirizzato verso la solidità delle proprie scelte, che possono essere compiute anche quando tutto sembra avverso. Non rimarrete di certo delusi da “Ragazzi della tempesta” un romanzo che sa conquistare attraverso elementi tipici del genere e temi forti che infondono entusiasmo.

Review Party: Recensione di “Shadowhunters: L’angelo” di Cassandra Clare

Lasciata alle spalle la città di New York, Tessa Gray prende il largo e sbarca infine a Londra. Da qui, sa che sarà completamente da sola nel viaggio che la separa da suo fratello. Ma il 1800 è un’epoca oscura, perfino per gli Shadowhunters, in cui la ragazza s’imbatte e ne rimane permanentemente invischiata. Ha inizio così una saga alla ricerca delle Origini, volta a descrivere un sistema di luci e ombre affascinante e inquietante al tempo stesso.

Grazie alle riedizioni meravigliose della Mondadori, ho finalmente occasione, dopo tanti anni, di poter parlare della saga di Shadowhunters. Ne ho parlato più e più volte tra queste pagine digitali, elogiando la trilogia delle Origini, ma senza aver potuto parlarne davvero. Quindi, eccoci qua.

Fin dalla prima pagina, la Clare trasporta magicamente indietro nel tempo, nella mia adorata Londra Vittoriana, tra misteri e azione, alla scoperta dell’Istituto londinese che diverrà fondamentale per certi avvenimenti che accadranno in altre saghe appartenenti all’universo costruito dall’autrice. Esattamente come Tessa, mi sono ritrovata a vagare tra le strade, a spaventarmi per il tuffo nell’ignoto e nel meravigliarmi del mondo a lei celato fino a quel momento.

La protagonista ha a che fare con i Cacciatori più di quanto possa pensare e, alla scoperta della verità sul suo passato, verrà affiancata da un gruppo meraviglioso di personaggi, due su tutti Will Herondale e Jem Carstairs. Chi ha letto in precedenza la serie principale della Clare, noterà subito quanto Will somigli caratterialmente a Jace, infondendo simpatia proprio per tutte le similitudini. Eppure, in questo caso, il mio cuore era stato totalmente rapito da Jem, di cui ho seguito ogni istante col fiato sospeso. Ma non posso anticipare nulla.

Ho sempre avuto una predilezione per questa trilogia, ricordo ancora con affetto le nottate per finirne i libri. Gli avvenimenti descritti lasciano costantemente in tensione, quindi è impossibile staccarsi dalla lettura.

Vi affezionerete all’istante sia dell’ambientazione che dei personaggi, “L’angelo” è un romanzo assolutamente imperdibile, che da il via a una storia brillante e molto, molto emozionante.

Review Party: Recensione di “In fuga da Houdini” di Kerri Maniscalco

Dalla Romania all’America è un attimo. Così, subito, Audrey e Thomas si lasciano alle spalle Dracula verso la magnifica New York. Ma la scia di sangue non smette di inseguire i due giovani, che presto vengono catapultati in un nuovo caso di omicidi, che sembrano terribilmente ricordare quelli avvenuti a Londra e in Romania. Un misterioso luna park è ora il loro palcoscenico, luogo di divertimenti ma anche risvolti inquietanti. Niente è come sembra, soprattutto quando il colpevole è tra i più insospettabili: cosa si nasconde dietro alla figura ambigua del grande prestigiatore Houdini?

Il terzo volume della serie scritta da Kerri Maniscalco, si apre a un mondo particolare e non così tanto indagato: quello dei circhi e delle sue dinamiche interne. In passato il circo è stato luogo di diverse storie validissime perché è un’ambiente che può far scaturire molti elementi d’ispirazione, affascinando sia gli intenditori che i neofiti. Mi piace in particolare quando l’aspetto su cui ci si focalizza è l’arte del circense, velata da un’ombra misteriosa e all’occorrenza inquietante, legata spesso ad temi occulti e apparentemente inspiegabili.

Il circo ammalia Audrey stessa, che non perde occasione per visitarlo. Come prevedibile, ben presto cadrà in una spirale sempre più terrificante che le mostrerà l’altra faccia di questa realtà così differente dalla propria. Per la prima volta si ritrova disorientata e confusa, come se avesse perso sé stessa e non riuscisse più a trovare la giusta via. Si trova di fronte a un bivio senza sapere quale direzione prendere, ne deve valutare attentamente ogni aspetto prima di buttarsi a capofitto verso una scelta.

L’autrice conquista ancora una volta con dei risvolti geniali che mantengono alta l’attenzione, fino all’epilogo che probabilmente è il più aperto di tutti fino a questo momento. E’ davvero un peccato dover aspettare il quarto volume, l’attesa fa soffrire non poco. Fino ad ora è stata una maratona molto soddisfacente, che mi ha sempre più coinvolto grazie soprattutto alla cura della Maniscalco per le sue ambientazioni.

“In fuga da Houdini” è sicuramente il romanzo più enigmatico di questa serie, che cattura illudendo il lettore nel tentativo di cambiarlo totalmente.