Blog Tour: “Creepshow” di Stephen King – L’horror nell’arte e nello spettacolo

Se c’è un mezzo attraverso cui l’horror si è fatto strada conquistando le nostre menti è sicuramente attraverso l’arte e lo spettacolo. Due strumenti di comunicazione differenti, ma che sanno incutere emozioni forti e negative in modo fulminante, grazie in primo luogo al senso della vista che capta completamente ciò che si trova di fronte.

L’arte classica, in particolare, ha dei quadri celebri che è impossibile non conoscere: “L’urlo” di Edvard Munch è la distorsione fisica della paura stessa, un sentimento così forte da far perdere i contorni perfino alla realtà attorno al soggetto, che sembra bloccato in un momento eterno in cui non può smettere di trasmettere ciò che sta provando. Non servono effetti sonori: il silenzio è così assordante da sentire l’eco della sua disperazione.

“Saturno che divora i suoi figli” è sicuramente una delle opere più iconiche di Francisco Goya, in cui viene rappresentata la divinità nell’atto di ingoiare suo figlio. Questa è una scena che mette subito inquietudine e senso, per un gesto tanto violento, soprattutto di un padre verso la prole. Nel suo volto è ben visibile la ferocia che accompagna l’azione, è quasi possibile sentire il suono gutturale della fame e gli schizzi di sangue che copioso cola dal cadavere ormai smembrato. Non esiste eleganza alcuna, solo la potenza di un istante che rimane impresso nella retina e nello stomaco.

Mi piace parlare anche di arte contemporanea e ci sono degli artisti che sono veramente una bomba quanto si tratta di orrore. Zdzislaw Beksinski, per esempio, è stato un pittore polacco dal forte impatto emotivo. I suoi quadri sono assolutamente disturbanti e allucinanti, ho diversi libri raffiguranti in copertina le sue opere, come ad esempio qualche edizione dei romanzi di Lovecraft, con cui si sposano alla perfezione. Nei mondi da lui creati è come se non ci fossero regole, il caos regna sovrano realizzando il frutto degli incubi più terrificanti che si possano fare.

Ma i maestri indiscussi dell’arte horror sono a mio parere i giapponesi. Potrei stare a parlare per ore dell’argomento, ma ci tengo a citare almeno quattro mangaka che mi hanno conquistato tanti anni fa e che da allora seguo assiduamente.

Junji Ito è tra gli autori che negli ultimi anni sta sempre più cavalcando l’onda del successo. Soprattutto in Italia bisogna ringraziare case editrici come Jpop e Star Comics (ma prima fra tutte la Hazard) per aver portato praticamente in blocco quasi la totalità della sua bibliografia. Ito ha una vera passione per l’orrore, attraverso le sue tavole mostra con minuziosità raccapricciante i sentimenti umani tanto quanto i corpi, che si deformano fino a trasformarsi e diventare qualcosa di irriconoscibile. Negli ultimi anni ha collaborato con l’autore videoludico Hideo Kojima per “Death Stranding” ed è da poco trapelata la notizia che i due stanno realizzando un’opera horror basandosi sui disegni di Ito. Insomma, arte pura e grandissimo hype!!!

Per me è inoltre doveroso citare Shintaro Kago, probabilmente il mio artista preferito del genere e che ho avuto la straordinaria occasione di incontrare anni fa a Lucca Comics & Games. Kago ama il suo lavoro e seguirlo su instagram è giornalmente un piacere… se si ha lo stomaco forte. Una sola delle sue tavole è un programma assicurato, composto da terrore, eccentricità e paranoia.

Altri due specialisti dell’horror giapponese sono Kazuo Umezu e Suehiro Maruo. Entrambi calano le proprie storie in contesti surreali e impressionanti, in grado di far rivoltare le viscere fino addirittura a far distogliere lo sguardo dalle tavole, che balzano fuori dalla carta colpendo in pieno volto lo spettatore.

Ma l’horror non si manifesta solo attraverso il disegno, si può trovare anche negli spettacoli dal vivo.

Ho sempre e solo sentito pareri positivi e spero davvero di avere prima o poi occasione di testare personalmente gli show della compagnia che segue: il “Grand Guignol de Milan”. Me ne parlano da anni e mi mangio le mani per aver perso le molteplici occasioni, soprattutto ora che stiamo attraversando un periodo che ci priva di esperienze come questa. Tale gruppo attoriale è stanziato a Milano da diversi anni e, ispirandosi al teatro francese dell’Ottocento, porta avanti degli show intensi che riescono a coinvolgere con sorprendente facilità ogni genere di pubblico attraverso allestimenti dettagliati e interpretazioni talentuose e impressionanti. Più ci penso e più bramo la prima data disponibile cui poterli andare a vedere!

Penso infine di poter far rientrare nella categoria anche le associazioni di gioco di ruolo dal vivo che portano avanti dei live aventi alla base ambientazioni in cui si respira l’orrore. Camarilla Italia, di cui faccio parte da quasi dieci anni, porta avanti da sempre diverse cronache a tema Vampiri, adattando l’Italia ai giochi pubblicati in America dalla casa editrice White Wolf. Essendo eventi in cui l’improvvisazione attoriale è il principio, i giocatori sono in balia degli avvenimenti, reagendo sul momento a ciò che sta capitando e rimanendo fedeli alle reazioni dei personaggi interpretati. Le emozioni rimangono addosso anche dopo la conclusione delle sessioni, un’esperienza unica che continuerò a consigliare.

L’horror ha molte sfumature e sicuramente Stephen King ne è uno dei migliori rappresentanti. “Creepshow”, la graphic novel disegnata da Bernie Wrightson, ha la scrittura inconfondibile del Re, che riporta in auge il film omonimo degli anni ’80, il capolavoro visivo diretto da George A. Romero. Un’opera imperdibile per gli amanti del genere e degli autori citati e per tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo oscuro universo artistico.

Blog Tour: “Roe e il segreto di Overville” di Daniele Giannazzo – Chi è Daniele Giannazzo?

Titolo: Roe e il segreto di Overville
Autore: Daniele Giannazzo
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 27 ottobre 2020
Pagine: 420 p., Rilegato
Età di lettura: Young Adult

Trama:

“Qualunque cosa succeda, non tradire mai te stessa, non fare mai niente che tu non voglia, non fingere di essere ciò che non sei per piacere agli altri.”

Roe ha bene in mente queste parole: Adele, la sua amata zia, la donna che si è presa cura di lei da quando, neonata, ha perso entrambi i genitori, gliele ripete continuamente, da sempre. E per Roe sono ancora più preziose ora che sta per iniziare la sua nuova vita a Overville, una piccola e deliziosa città che facilmente potrebbe essere scambiata per il set di “Una mamma per amica”. Qui dovrà vivere per oltre un anno, ospite della nonna, la ricchissima Eloise Sanders. Peccato che per lei però sia una totale sconosciuta dato che nei quindici anni precedenti non si è fatta mai vedere né sentire. Ma, pur essendo preoccupata per questa convivenza forzata, Roe sente anche che il suo trasferimento potrebbe essere l’occasione per trovare dei veri amici, attirare magari le attenzioni di un bellissimo ragazzo disposto a tutto per conquistarla, come accade nelle serie tv che divora compulsivamente, e sentirsi finalmente meno sola e “diversa”. L’incontro con Jay il giorno stesso del suo arrivo, un ragazzo del posto sempre imbronciato ma dagli occhi verdi ipnotici, e quello con Nathan subito dopo, il sorriso più bello che abbia mai visto, sembrano la conferma che sì, per lei sta iniziando davvero una nuova vita. Ma a Overville, lo imparerà presto a sue spese, nulla è mai ciò che sembra. Perché dietro la sua facciata rassicurante e accogliente, la piccola città nasconde una storia e un segreto che riguardano Roe e la sua famiglia e che una volta portati alla luce cambieranno per sempre la sua vita.

Chi è Daniele Giannazzo?

Foto scattata e pubblicata da Daniele sul suo profilo Instagram, social su cui potete seguirlo per non perdervi alcun aggiornamento.

Tutti i grandi appassionati di serie tv lo  conosceranno sicuramente come “Daninseries”.  Io per prima, non lo nascondo, seguo Daniele da  molto tempo attraverso il suo sito, in cui tratta  argomenti di ogni tipo, legati principalmente al  mondo del cinema e delle serie tv. Il suo carisma  e l’impegno impiegato in un progetto risalente ai tempi dell’università, l’ha portato col tempo a diventare molto famoso nel settore, un influencer a tutti gli effetti, come ora è consuetudine chiamarli, nonostante personalmente non mi piaccia. Infatti, ho sempre visto Daniele come una persona genuina e con la propensione a parlare delle sue passioni con sincerità e amore, senza ostentazioni di sorta. Oltre al suo sito, col tempo ha iniziato a gestire altre realtà virtuali come Ciak Generation e viene contattato sempre di più per dibattiti o partecipazione a eventi pubblici.

Ora, ha modo di realizzare uno dei più grandi sogni: la pubblicazione di un libro con uno dei più grandi editori d’Italia. “Roe e il segreto di Overville” è un romanzo che conquista sia il pubblico giovane che adulto, attraverso una storia che rapisce fin da subito, uno stile di scrittura calamitante e un’idea di fondo originale e sorprendente.

Review Party: Recensione di “Al passato si torna da lontano” di Claudio Panzavolta

Quando Anita pensa alla sua giovinezza non può fare altro che rimandare al dolore che la guerra le ha causato. Orfana di madre e con un padre sopravvissuto, cresce con un forte senso della giustizia, al contrario della sorella Edda, più composta e remissiva. Anita vive un’adolescenza fatta di cicatrici e mancanze, ma con la speranza in un futuro che possa essere migliore.

Mappe, fotografie e altri elementi visivi riportano in un’epoca non così tanto lontana ma che è parte integrante dell’Italia che ora conosciamo, fatta di cambiamenti ed evoluzioni che si susseguono senza sosta.

Lo stile di scrittura di Claudio Panzavolta trascina il lettore dentro quelle stesse fotografie, per far toccare con mano ciò che significava davvero crescere e vivere in tempo di guerra. L’autore trasmette il disagio provocato dalle bombe e i fascisti, ma donando una vita ricca di sogni e ambizioni alla propria protagonista. L’aridità nel cuore di Anita viene trasformata in energia che non si spegne, ma che anzi è sempre pronta a coinvolgere chi le sta costantemente attorno.

Tra le pagine si fa strada un passato estremamente curato e realistico, una bella testimonianza di tempi andati che non si deve smettere di ricordare.

Non solo l’autore porta avanti la formazione della protagonista, ma lascia che anche tutti gli altri personaggi abbiano un loro posto e una propria voce, che possa urlare la personale storia e liberarsi dalle catene del terrore che questa purtroppo racchiude. Proprio per questo, ogni aspetto dei personaggi stessi appare così tanto realistico, perché ognuno di loro racchiude un pezzetto di un animo umano realmente esistito e che ha vissuto davvero ciò che è stato messo su carta.

“Al passato si torna da lontano” di Claudio Panzavolta saprà commuovervi e darvi delle importanti lezioni di vita, che vi faranno riflettere sulle origini del paese e sulle devastanti conseguenze delle guerre tra potenti.