Segnalazione: “Delicato è l’equilibrio” di Alice Chimera

Ebbene sì! Finalmente Alice Chimera torna per conquistare le librerie d’Italia (e non solo, si spera!). Sono davvero molto emozionata di potervi presentare il suo romanzo “Delicato è l’equilibrio”, pubblicato da La Ponga Edizioni e che uscirà ufficialmente il 21 ottobre.

Per i fortunati che il 12 e il 13 ottobre saranno presenti a Stranimondi ci sarà l’occasione di poter acquistare il libro in anteprima. (Preparate la mia copia!)

Un grandissimo in bocca al lupo per questo nuovo traguardo, che dopo “Infelici e Scontenti” (qui la mia recensione) sono certa che non mi deluderà affatto!
Autore: Alice Chimera 
Titolo: Delicato è l’equilibrio 
ISBN: 9788897823810 
Data di pubblicazione: 21 Ottobre 2019 
Pagine: 362 
Prezzo Cartaceo: 16.90€ 
Prezzo Ebook: 4.49€ 
Editore: La Ponga Edizioni

Collana: Tanto è Fantasy 



Sinossi: L’Equilbrio è la legge, il meccanismo che fa funzionare la realtà, grazie a un complesso sistema di pesi e contrappesi le cui regole sono scritte nell’essenza stessa delle cose. Ma l’Equilibrio è delicato, e basta poco a comprometterlo. Nina lo sa, perché è una lucubrante, una persona molto speciale, come ce ne sono poche al mondo, incaricata di preservarlo a ogni costo, facendo in modo che il conto dei vivi e dei morti continui a torna- re, mentre aiuta le anime dei trapassati ad accettare il loro destino. Nina però è stanca, e cerca qualcuno che prenda il suo posto. Questa persona è Laura, una giovane lucubrante a malapena consapevole della sua natura, e del tutto ignara delle minacce che si profilano sul suo cammino. 
L’autore: Nata a Brescia nel 1986, vive nella provincia monzese. Ha iniziato a leggere e scrivere per affrontare la sua dislessia quando aveva sedici anni, ora non può fare a meno di libri e fogli bianchi su cui dare forma alle sue storie. Lavora a tempo pieno, scrive nella pausa pranzo e nelle notti che passa insonni, cerca l’ispirazione camminando per i cimiteri o le gallerie dei musei. Si dedica anche al suo blog “I libri della Chimera” in cui racconta le sue letture e la sua visione del mondo letterario. Ha esordito nel 2016 con la raccolta di racconti horror “Infelici e Scontenti”. “Delicato è l’equilibrio” è il suo primo romanzo. 
Estratti: 

Non è una questione di verità taciute o di cospirazione cosmica. Noi nascondiamo quello che siamo alle persone normali perché è l’unico modo per mantenere l’Equilibrio. 

Sono una persona molto complicata. La vita è stata ingiusta, non so se la mia quota sia più alta o bassa di quella altrui, ma sento il peso di mille punizioni che forse non mi sono mai meritata. Non so se sono egoista, egocentrica o se semplicemente non sono fatta per il mondo, ma la cosa certa è che essere una lucubrante non mi ha mai aiutato. 

Devi sapere che nel nostro mondo tutto è regolato dall’Equilibrio: gli uomini pensano di avere il libero arbitrio, ma in realtà ci sono leggi che incasellano e riequilibrano tutto. 



Recensione: “Vampiro Tossico” di Stefano Tevini

« Quando stai male non interessa a nessuno. »

Spesso le disgrazie capitano proprio quando una persona non pensa alle conseguenze o non trova un motivo valido per giustificare una determinata azione.
Semplicemente, perché non c’è.

Nico e i suoi amici cercavano solo un modo per divertirsi. Ma in quella notte d’estate, quando il gruppo decide di farsi mordere, tutto cambia. Non è più possibile uscire alla luce del sole e vivere una vita semplice e comune. Il sangue diventa sempre più l’obiettivo di ogni notte, ma in loro conservano un animo umano che li spinge a non fare davvero del male. Eppure, per sopravvivere, furti, spaccio di morsi e prostituzione diventano una scelta costretta dalle circostanze. Condannati da tutti, perfino dalle proprie famiglie, Nico, Celeste, Cesare e Bindi si sforzano di andare avanti, portando sulle spalle il macigno di una sciocchezza commessa. Ogni brindisi, alla fine dell’anno, è la campana che suona a morte sul loro cuore.

La prospettiva drammatica di un emodipendente si riflette in quella di chi si è rovinato assumendo droga. “Per vedere cosa si prova”, senza sapere e pensare che ogni buco sul braccio è un passo in più verso il tracollo. L’astinenza acceca, porta a fare cose che nessuno con lucidità farebbe. Un tossico viene emarginato, lasciato a sé stesso perché ha preso tutte le decisioni più sbagliate. La società lo abbandona: è un rifiuto al lato della strada, è colpa sua, deve pagare e se sta male se lo merita. Va rinchiuso, danneggia. Nient’altro.

Ma in fondo, Nico avrebbe voluto solo divertirsi e godersi la gioventù. Amare, crescere e costruire il proprio futuro. Invece diventa un’etichetta che lo costringe ad andare via di casa, senza alternativa. Perfino pronunciare ad alta voce cosa è diventato fa paura e inconsciamente diventa taboo.

Il romanzo d’esordio di Stefano Tevini è il pugno nello stomaco che tutti dovrebbero provare. Con semplicità e durezza, ma senza essere troppo crudo nei particolari, narra una storia che ha l’odore degli anni ’80 e che si riflette tranquillamente ai giorni nostri. Il tempo passa, ma gli atteggiamenti non cambiano. Il diverso fa paura, anche quando è un elemento fantastico a sottolinearlo.
Il lettore osserva, impotente, le vicende legate ai personaggi. Sembra quasi di essere lì con Nico e gli altri, sdraiati sul pavimento sporco dell’appartamento o durante una gelida notte passata all’esterno.

Tevini entra in maniera inquietante nella psiche di chi ha subito il morso, tirandone fuori la strafottenza, la sicurezza che poi vacilla, fino a trasformarsi in disperazione perché ciò che più di tutto
spaventa è soffrire in solitudine. “Vampiro tossico” è una tacita denuncia di una realtà drammatica e tuttora ancora diffusa. Il libro è proprio come quel primo morso: una condanna silente che mostra le conseguenze soltanto alla fine.

Una lettura inaspettatamente interessante e soddisfacente. Piacevole, per i sentimenti sgradevoli che mi ha provocato. Stefano ha centrato l’obiettivo a mani basse, sconfiggendo le mie aspettative e sorprendendomi con uno di quei testi che maggiormente preferisco: diretti, rozzi e brutali.

Review Party: Recensione di “Armonia Finale” di Hendrik R. Rose

« Non ho alcun bisogno di comprovare ciò che sento. Voi cercate una spiegazione per ogni singola cosa, avete fame di teorie rassicuranti per avvalorare tutto ciò che dite, pensate e decidete. Eppure non vi chiedete perché respirate o perché aprite gli occhi ogni mattina. Io so le cose, il mio istinto me le racconta e so come ascoltarlo. »

Oggi presento sul blog una delle tappe del Review Party riguardante il romanzo distopico “Armonia Finale” di Hendrik R. Rose, edito da La Ponga Edizioni.
TAPPE



Gli elfi sono creature ancestrali, affascinanti e potenti. Pozzi di saggezza e saperi che vanno oltre la nostra immaginazione. Non solo esistono, ma per l’uomo sono diversi, incomprensibili. Sono un pericolo, una minaccia da stanare e debellare. Quindi, è nell’indole della preda scappare, nascondersi per avere cara la pelle e gli elfi sono costretti ad agire in tal senso, fino a venire rinchiusi nel Distretto 50: ciò che fa paura va oppresso e la morte di un inetto va ignorata.
Il detective Wallace Flynn, con l’ausilio della dottoressa Ariel Scott, indaga sul caso dell’elfo trovato senza vita, nonostante l’opinione pubblica sia contraria. Sullo sfondo, avvolto da un velo di mistero, l’elfo Elhand affianca i due umani per scoprire la verità. Ma tutti, anche chi apparentemente è innocente, hanno dei segreti; e quello custodito dalla creatura rischia di mettere a repentaglio l’esistenza della sua razza. 
“Armonia Finale” rappresenta un esordio letterario in grado di colpire la grossa editoria e dare nuovi spunti di lettura ai lettori. Temi attuali come quelli della parità e del razzismo vengono affrontati con calibrata drammaticità, ma un pizzico di speranza che dovrebbe far scattare negli animi delle persone un briciolo di umanità, che ci caratterizza. L’atmosfera futuristica ha un che di apocalittico, elemento che amo trovare in ciò che leggo e che si unisce perfettamente a ciò che viene raccontato. Thriller, giallo, fantasy e distopia si uniscono a creare una vera e propria armonia di generi.
La scrittrice ha tessuto una storia intensa e adrenalinica anche grazie ad uno stile di scrittura che sa catturare l’attenzione fin da subito. “Armonia Finale” è l’opera che avrei tanto voluto scrivere io.
Una lettura che merita in tutto e per tutto di essere letta e conosciuta.

Recensione: “Nacheera” di Valentina Di Caro

« …qualcosa dentro di me, più forte di una semplice sensazione, mi suggeriva che quello era solo l’inizio. L’inizio di una storia a cui non si può credere se non la si vive e a me stava capitando, solo che non mi era chiesto semplicemente di crederci: a me era chiesto di viverla e di farne parte. »

Il magico potere della lettura non è cosa che si presenta sempre. Ma nel momento in cui ho posato gli occhi sulle prime righe di “Nacheera” di Valentina Di Caro, mi sono sentita come trasportata in un mondo familiare. Sono tornata quella bambina che credeva nella meraviglia del fantastico, l’adolescente che desiderava scrivere storie e sognava un giorno di poterle pubblicare.
Una sensazione rara, “l’imprinting” tra me e questo libro. Perfino il forte elemento romantico non mi ha dato fastidio.
Il romanzo fantasy di Valentina parla di una giovane ragazza di nome Sara, una sognatrice che sa vivere con i piedi per terra. L’entrata in classe del nuovo arrivato Federico attira inspiegabilmente la sua attenzione: come se quella novità le fosse in qualche modo già conosciuta.
Federico, in realtà, è un paraninfo: una creatura magica che porta Sara nel mondo dei Nacheera, antico popolo di cui l’umanità ne ha perso le tracce nel tempo. Qui, la giovane scopre di essere la tredicesima Fata bianca, chiamata ad ascoltare le urla disperate della sua gente in cerca di aiuto contro la tirannia del malvagio Lorcan. Solo lei potrà essere in grado di sconfiggerlo e preservare la Sorgente dalla distruzione. Il percorso non sarà per niente facile, ma grazie all’ausilio di Federico, Sara affronterà le difficoltà e crescerà spiritualmente. 
Il mondo creato dalla scrittrice è ricco di elementi tipici del fantastico, dai paesaggi suggestivi alle affascinanti creature. In questo si vede la cura della stesura del libro, durata diversi anni che sono certamente valsi alla causa.
La storia nel complesso è semplice e originale, piena di informazioni ed eventi che non permettono distrazioni.

Accanto all’avventura, non manca un messaggio ambientalista, volto al rispetto per la Natura di cui sempre più spesso l’uomo non dà conto. Questo comportamento lo ha portato a dimenticare un mondo costretto a restare parallelo, di una bellezza sconfinata di cui non meritiamo più la vista.

Magari le fate esistono davvero, ma non siamo più capaci di percepirle.
Ringrazio molto La Ponga Edizioni per avermi dato modo di leggere questo libro.