Ready Player One: Blog Tour – A caccia di citazioni nerd

Sono felicissima di potervi parlare oggi di “Ready Player One” di Ernest Cline, una lettura che è entrata nel mio cuore e ci è rimasta. L’opera, che torna in libreria grazie alla DeAgostini in una nuova veste grafica, contiene tutto quello che maggiormente adoro e mi rappresenta: tinte post-apocalittiche, azione, gioco di ruolo, cultura nerd e pop anni Ottanta/Novanta.
TAPPE


8/11 A caccia di citazioni nerd: http://www.the-mad-otter.it/
9/11 Ready Player One: il film: https://leparolesegretedigaia.blogspot.it/
10/11 Dentro la tomba degli orrori: http://www.chiacchiereletterarie.it/page.php?7


Siete pronti a diventare dei Gunters e tuffarvi in OASIS alla ricerca dell’eredità di James Halliday?
Ogni riferimento a Dungeon’s & Dragons
non è affatto casuale
Oggi vi offro un piccolo assaggio delle meraviglie contenute all’interno di questo fantascientifico mondo, presentandovi “L’invito di Anorak”, il cortometraggio montato dal creatore del videogioco prima di morire per illustrare in ogni stato le regole per vincere il suo lascito.
Un po’ come il Willy Wonka di Roald Dahl o il Re dei Pirati Gol D. Roger presente in One Piece, alla fine di un percorso complesso e pieno di ostacoli, Halliday ha posto un premio misterioso ma succulento, capace di cambiare la vita di chi lo conquisterà. Questo è rappresentato da un Easter Egg, un frammento di codice, nascosto nello sconfinato OASIS.
Sulle note di Dead Man’s Party degli Oingo Boingo e tra una maglietta di Space Invaders e una dei Muppets, il creatore inizia a narrare:
«Io, James Donovan Halliday, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e capace di intendere e di volere, con il presente messaggio stabilisco, rendo pubblico e dichiaro che questo documento costituirà le mie ultime volontà e il mio testamento, e revoco ogni testamento di qualsivoglia natura redatto da me in precedenza…»
Le stanze sul video cambiano, mentre ci si addentra sempre più nella spiegazione: 
Poco distante, un televisore Zenith a 21 pollici cui è collegato un Atari 2600.
«Questa è la prima consolle che abbia mai avuto» dice Halliday con la voce di un bambino. «È un Atari 2600. Me l’hanno regalato per Natale, nel 1979». Si siede di fronte alla consolle, raccoglie un joystick e comincia a giocare. «Questo era il mio gioco preferito» continua indicando lo schermo del televisore, dove un quadratino sta attraversando una serie di labirinti piuttosto semplici. «Si chiamava Adventure….»
Per facilitare la ricerca vengono mostrate tre chiavi, di rame, giada e cristallo che, se trovate, condurranno i “viandanti” verso la meta.
Passano cinque anni, la caccia alla prima chiave non ha portato risultati e l’entusiasmo per l’iniziativa si affievolisce, fino ad essere totalmente dimenticata.
Fino alla notte in cui sulla schermata dei punteggi appare il nome di un avatar: dietro l’identità di Parzival di nasconde il giovane Wade Watts.
Sapevo bene che non sarei riuscito a riaddormentarmi, perciò decisi di ammazzare il tempo che rimaneva prima dell’alba rispolverando qualche classico. Galaga, Defender, Asteroids. Erano giochi obsoleti, dei dinosauri digitali, pezzi da museo già da prima che nascessi. Ma io ero un gunter, e per me non erano soltanto degli eccentrici oggetti d’antiquariato a bassa risoluzione. Erano reliquie da venerare. 
Dopo essersi dedicato anima e corpo alla conoscenza della cultura pop anni ottanta, tra una canzone dei Clash, una partita a Galaxian, la visione dell’intera opera dei Monty Python e la lettura di tutti i tomi di Douglas Adams, il diciottenne di Oklahoma City è riuscito infine a trovare la Chiave di Rame, la prima per arrivare all’Easter Egg.
Nonostante sia così lontano dalla giovinezza di James Halliday, in mezzo ai videogiochi vecchio stile Wade si sente a proprio agio, libero dalle preoccupazioni di un mondo sempre più alla deriva:
Ne amavo il ritmo frenetico, la brutale semplicità. Robotron si basava interamente sull’istinto e sui riflessi. Giocare ai vecchi videogiochi mi permetteva, ogni volta, di schiarirmi la mente e di sentirmi a mio agio. Se ero giù di morale, o mi sentivo frustrato, dovevo solo dare un colpetto al pulsante Player One, e tutte le angosce mi abbandonavano, via via che la mente si concentrava sull’incessante assalto di pixel davanti ai miei occhi. 
X-Men, Lanterna Verde e Clark Kent e altri personaggi dei fumetti hanno accompagnato l’infanzia del protagonista, senza un padre e con una madre che è costretta a prostituirsi online per riuscire a guadagnare.
La Caccia è lunga e faticosa, contare sulle guide di altri utenti può essere utile:
Quando avevo iniziato a leggerlo, Arty’s Missives stava diventando uno dei blog più famosi di internet, con milioni di visite al giorno. E Art3mis, ormai, era quasi una celebrità, almeno nei circoli gunter. Ma la fama non le aveva dato alla testa. Il suo stile continuava a essere divertente e autoironico. Il suo ultimo post, Il Blues di John Hughes, era un testo dettagliatissimo in cui Art3mis discettava dei sei teen movie di John Hughes che lei preferiva e che aveva distinto in due trilogie: la trilogia delle “Fantasie della liceale sfigata” (Sixteen Candles, Bella in rosa, Un meraviglioso batticuore), e la trilogia delle “Fantasie del liceale sfigato” (The Breakfast Club, La donna esplosiva, Una pazza giornata di vacanza).
“Ready Player One” non è solo un lungo elenco di nomi di giochi e di film, ma integra ogni cosa all’interno della storia. Il libro stesso ha una struttura tipica di un film anni ’80: fa riferimento a quel genere di cinema avventuroso per ragazzi che ha conquistato il cuore di generazioni, da “I Goonies”, a “Ritorno al Futuro” e “E.T.”, fino al genere dei “robottoni” quali Gundam e Ultraman.

In questo somiglia molto alle atmosfere che si respirano nella serie tv pluriacclamata targata Netflix “Stranger Things”, che è riuscita a riportare in auge elementi tipici di quegli stessi anni rimodernizzandoli. I Duffer Brothers, così come Ernest Cline, hanno colpito le giuste corde nostalgiche e hanno creato nei più giovani nuovi spunti di svago.
Sperando di avervi un po’ incuriosito vi lascio le regole del giveaway e vi invito a guardare il trailer del film se ancora non l’aveste fatto. Ho versato copiose lacrime, tanta è stata l’emozione provata. Divertitevi a scoprire le varie citazioni nerd e non dimenticatevi di continuare a seguire questo fantastico blog tour!

GIVEAWAY

Per avere la possibilità di vincere una copia del libro, dovete compilare il form qua sotto:
-Iscrivetevi ai blog e canali
-Mettete mi piace alla pagina DeA
-Lasciare un commento in ogni tappa

a Rafflecopter giveaway

Blog Tour + Giveaway: “Scarlet. L’ultima sfida” di Chiara Casalini – I vampiri nell’immaginario e nella realtà

Benvenuti nel Blog Tour dedicato a “L’ultima sfida”, terzo libro della serie Scarlet di Chiara Casalini. Alla fine dell’articolo troverete le regole per partecipare al giveaway, mi piacerebbe molto però che seguiate con sincero interesse uno dei tour più stimolanti a cui abbia partecipato fino ad ora.

TAPPE



Il vampiro: la trasformazione di un umano in una creatura che genera orrore. La sua è una figura controversa, ma certamente uno dei protagonisti della nostra cultura.

Le credenze vampiriche nacquero in epoca tardo bizantina per poi svilupparsi nel medioevo.

Inizialmente viene inteso come una superstizione popolare legata alla morte: un morto poteva ritornare in vita per uno spiacevole decesso, come un’uccisione violenta o un suicidio, oppure a causa di malformazioni fisiche o eventi negativi avvenuti in vita.

Così, il defunto rianimato ritornava per tormentare l’esistenza dei vivi, secondo alcune credenze privandoli del sangue o di un organo essenziale.

Il vampiro violava le abitazioni, perseguitando e uccidendo gli uomini, facendoli ammalare di peste. Le continue epidemie fecero cadere nel terrore le popolazioni che, per difendersi, iniziarono a utilizzare macabre pratiche di sepoltura. Ad ogni nuova catastrofe, veniva riesumato il cadavere che si credeva avesse provocato l’evento specifico per verificarne la decomposizione e, nel caso, provocarla volontariamente: esorcismo, decapitazione o fuoco sono solo alcuni degli espedienti usati.

Il collegamento tra sangue e vampiro, così come la trasformazione di un umano mediante un morso, appartiene, però, alla letteratura.

Non possiamo fare a meno di citare il capolavoro della letteratura gotica Dracula di Bram Stoker, pubblicato nel 1897. L’orrore e il tormento di un’esistenza eterna e dannata aleggiano come un fardello pesante sulle spalle del Conte.

Certo è che il vampiro è una fonte apparentemente inesauribile d’ispirazione: da John Polidori, alla Carmilla di Le Fanu fino alle Cronache dei vampiri di Anne Rice, tutti hanno saputo dare una propria interpretazione che ha inevitabilmente influenzato ciò che è venuto dopo.

L’argomento di questa tappa mi sta davvero molto a cuore: la figura del vampiro mi accompagna sin dalla tenera età, ma solo negli ultimi anni sono riuscita ad approcciarmici nella maniera a me più consona.

L’associazione di gioco di ruolo dal vivo Camarilla Italia, di cui faccio parte, propone ai propri giocatori una serie di ambientazioni a tematica horror, tra cui “Vampiri: Il Requiem”, appartenente al cosiddetto Nuovo Mondo di Tenebra.

I vampiri di questo setting vivono all’ombra del mondo mortale, cercando di dominarlo e influenzarlo a proprio piacimento.

Si differenziano per clan:

I Daeva sono vampiri che calcano uno dei i vizi capitali per cercare di ritornare in possesso delle emozioni perdute con l’umanità. Spesso accusati di essere troppo lascivi per dedicarsi agli intrighi della politica, in realtà essi sanno giocare bene le loro carte ammaliando e convincendo gli altri a fare cose per loro.

I Mekhet sono il clan di quei vampiri che vogliono rimanere nell’ombra e da lì manipolare il resto dei vampiri e dell’umanità. Affascinati dall’occulto fino a diventarne schiavi, soffrono più di altri la vicinanza alla luce e il timore del fuoco.

I Gangrel sono i vampiri che più conoscono la natura della Bestia, il mostro che alberga in ogni vampiro, e che meglio sanno controllarla. Spesso molto ferali e selvatici anche nel vestire, sanno anche essere eleganti comandanti e fieri danzatori del Requiem.

I Nosferatu soffrono di una maledizione che getta attorno a loro un’aura di timore, nonostante non tutti siano di aspetto terrificante. Padroni di un mondo al di sotto delle fogne, un regno distante e alieno infestato dai fantasmi del passato.

I Ventrue sono vampiri che ambiscono alle posizioni di comando, siano esse di grandi imperi finanziari, sia di efferate organizzazioni criminali. Spesso eleganti e formali, sanno anche distinguersi come re dei bassifondi e degli emarginati.

E per congrega:

La Lancea Sanctum è la congrega che si raccoglie sotto la figura di Longino, Santo Nero che per il suo peccato venne maledetto e trasformato in vampiro.

Il Circolo della Megera è la congrega pagana che venera gli antichi Dei e utilizza la magia del sangue come strumento divinatorio ma anche come arma.

L’Ordo Dracul è la congrega che si rifà agli studi di Vlad Tepes, Dracula, volti al superamento della condizione vampirica e alla trascendenza dell’essere. Alchimisti, studiosi.

Il Movimento Carthiano è una congrega che ritiene che la monarchia sia una forma di governo superata e che i vampiri debbano aggiornarsi studiando nuove forme di governo più democratiche.

In breve, i giochi della casa editrice White Wolf hanno influenzato un’intera generazione di letteratura e cinematografia dedicate ai vampiri.

Il vampiro è, infatti, comparso nei videogiochi, ha invaso gli scaffali delle librerie, gli schermi televisivi e cinematografici.

Se inizialmente ha dominato il genere horror (come “Nosferatu”, ad esempio), da “Intervista col vampiro” in poi, è stato umanizzato, dotato di sentimenti e carica erotica, diventando un personaggio affascinante e seducente.

Così, sono nate serie tv come “Buffy l’ammazzavampiri” e “Vampire Diaries” e saghe come l’acclamata “Twilight” di Stephenie Meyer. La serie “Scarlet” non è assolutamente da meno e se vi approccerete alla lettura non rimarrete delusi.


GIVEAWAY

Per vincere la copia cartacea del romanzo dovete:
– Diventare lettori fissi di ogni blog partecipante
– Commentare le tappe del blogtour aggiungendo l’indirizzo email per essere contattati in caso di vincita
– Seguire la pagina facebook dell’autrice Chiara Casalini 
– Condividere e taggare almeno tre amici
Regole facoltative per aggiungere più punti
– Condividere in ogni social anche in più giorni
– Condividere il banner su Instagram con #lestregheasamhain
– Rispondere alla domanda: “Come immagini la figura della strega?”

BlogTour + Giveaway: “Wolfheart. La ragazza lupo” di Alessia Coppola – Quinta Tappa

Sono lieta di presentarvi la quinta tappa di un evento emozionante dedicato al nuovo libro di Alessia Coppola: “Wolfheart. La ragazza lupo” edito per La Corte Editore.
Seguite tutte le tappe fino al 12 novembre, per avere la possibilità di vincere una copia cartacea del libro!

TAPPE


Oggi parliamo delle creature che si nascondono tra le pagine del libro. Specifico che le descrizioni riportate non contengono anticipazioni sugli eventi salienti della storia, non abbiate timore di leggerle.
Totemki: figli diretti della terra, in stretta connessione con gli elementi. Sono umani marchiati sulla pelle e nell’anima dallo spirito del Totem. L’animale totemico diveniva un tutt’uno con il proprio portatore, mutandolo nella forma del Totem stesso. Corvo, lupo, orso, cervo, puma sono solo alcune delle forme assunte. A ogni animale magico appartiene un elemento. Agli animali con gli zoccoli appartiene l’elemento della terra; ai volatili corrispondono l’aria e i fulmini; agli animali acquatici, spetta l’acqua e i moti del mare; infine, a tutti i predatori e gli animali dotati di artigli, appartiene il fuoco. I primi Totemki erano originari delle terre selvagge del vecchio mondo. 
Damoir: Detti anche figli delle ombre, discendono dai primi due figli della dea Lilith. 
Quando furono generati non erano che ombre senza forma, vagavano sulla terra impossessandosi degli umani e, ogni volta che sorgeva il sole, il corpo ospite li cacciava ed erano costretti a cercarne un altro. L’incantesimo di uno stregone li rese di carne, fornì loro un involucro che potevano mantenere solo cibandosi di cuori umani. Da allora, iniziarono ad aggirarsi per il mondo. 
Ibridi: Sono i figli mezzosangue dei Damoir, nati da donne mortali infettate dal morso dei demoni. I loro corpi non subiscono mutazioni, restano umani, anche nel momento della morte.

Vampiri: Sovrannaturali feroci e fisicamente forti che si nutrono solo di sangue, lasciando il più delle volte le loro vittime in vita. Offrendo il proprio sangue ad un mortale, gli può permettere di diventare un figlio delle ombre. L’oscurità è la loro casa, ciò li rende malinconici, languidi. Vivono i fasti del loro tempo attraverso la memoria.

Licantropi: Uomini-lupo, lupi mannari. Si è tali fin dalla nascita o perché si viene morsi, ma secondo la leggenda sono i diretti discendenti di Romolo e Remo. La trasformazione in licantropo avviene a ogni luna piena, quando l’aroma dell’aconito e della luparia in fiore si disperdono nell’aria. Il gene viene trasmesso di generazione in generazione, saltandone una, ai maschi: le femmine, infatti, non riescono a superare la muta.
Negromanti: Stregoni in grado di riportare in vita i morti. Il settimo figlio del settimo figlio è in genere il più potente stregone o negromante della sua linea di sangue, se non della sua generazione.
Streghe – Veggenti: Donne di grande esperienza e con abilità magiche considerevoli. Nello specifico, coloro che hanno il potere della preveggenza, hanno visioni del futuro e possono stabilire contatti con la mente
Bambini Indaco: Dotati di poteri eccezionali e capacità psichiche in grado di mutare la materia. Questi bambini sono temuti e bramati solo in tenera età, perché crescendo perdono i propri poteri. 
Cosa ne pensate? Quale creatura vi affascina e quale invece vi inquieta?
GIVEAWAY

Seguendo questo regolamento potete avere la possibilità di vincere la copia cartacea messa in palio dalla casa editrice. In bocca al lupo!
– Seguite il blogtour e diventate lettori fissi dei blog partecipanti:

http://peccati-di-penna.blogspot.it

– Diventate fan della pagina Facebook La Corte Editore https://www.facebook.com/lacorteeditore
– Diventate fan della pagina Facebook di Alessia Coppola https://www.facebook.com/alessiacoppla
– Condividere i post aiuta la fortuna!
Lasciate l’email per eventuali comunicazioni 
Nota: Il vincitore deve risiedere in Italia o avere un recapito in Italia per ricevere il libro, in caso contrario il premio passerà a un altro lettore. 

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Blog Tour: Presentazione e Recensione de “L’Accademia di Anjur – Il numero Trentuno” di Federica Petroni + GIVEAWAY



« Mentre parlava, la ragazza sentiva una morsa comprimerle il petto sempre più. Solo trenta, in tutta quella massa di studenti che aveva visto quel giorno. E solo dieci archenomisti. Le immagini della sua famiglia si frapposero a quelle dell’Accademia e di Anjur. Avevano bisogno di ricevere il sussidio. Senza non avrebbero mai potuto ripagare il debito e lei e la sua famiglia non sarebbero sopravvissuti.
Jos la salutò, lasciandola sola in mezzo al giardino. Non pioveva ed era all’interno dei confini di Qarta, ma per un momento Shani si sentì come la sera prima: sola, dispersa e con un’ombra che si allungava verso di lei. »

Sono felice di poter partecipare al Blog Tour de “L’Accademia di Anjur – Il numero Trentuno” di Federica Petroni, evento con cui inauguro finalmente la mia collaborazione con la casa editrice La Corte Editore e che ha messo a disposizione per voi una copia del libro. Scoprite come vincerla alla fine dell’articolo!

TAPPE

4 settembre – Presentazione e Recensione: The Mad Otter – https://the-mad-otter.blogspot.it
6 settembre – Intervista all’autrice: Le tazzine di Yoko – http://www.letazzinediyoko.it
8 settembre – L’ambientazione: La tana di una booklover – http://latanadiunabooklover.blogspot.it
10 settembre – I personaggi: Il baule d’inchiostro – http://bauledinchiostro.blogspot.it
12 settembre – Le citazioni: Toglietemi tutto ma non i miei libri –  http://chelibroleggere.blogspot.it

14 settembre – I 5 motivi per leggere il libro: Pagine Magiche – http://paginemagiche.blogspot.it

La giovane Shani vive nel piccolo paese di Fainort insieme al padre e alle due sorelle. Una famiglia povera, come tante altre, che deve lavorare duramente per poter vivere una vita modesta.
I rappresentanti dell’Accademia di Anjur giungono a Fainort per selezionare nuovi studenti. Convinta dai familiari, Shani tenta la sorte, cosciente delle sue scarse abilità. In un primo momento, infatti, la ragazza viene scartata, ma a seguito alla scoperta del Dono racchiuso in lei la commissione decide di ammetterla.
Lasciato il suo paese natio, Shani si rende conto di quanto grande, complesso e affascinante sia il mondo. Giunta all’Accademia, la ragazza conoscerà nuovi amici, ma dovrà anche fare i conti con coloro che tenteranno di ostacolarla nel suo percorso. Tra combattimenti e lezioni, Shani si troverà coinvolta in qualcosa di più grande di lei, che potrebbe sfociare in una vera  propria guerra civile.

La storia creata da Federica Petroni mi ha sorpreso per la sua suggestiva ambientazione: il fantasy classico e gli elementi steampunk, così come la struttura dell’Accademia e delle discipline menzionate hanno donato ad una trama semplice quel tocco in più che mi ha fatto apprezzare davvero quanto narrato. Una volta inquadrato il personaggio di Shani, si può arrivare ad apprezzarlo e addirittura ad empatizzare con lui: la ragazza è consapevole dei propri limiti ma al tempo stesso cerca di essere forte e determinata, sia per sé stessa che per i propri cari. Avrei preferito un approfondimento maggiore degli altri personaggi, ma conto su un successivo libro, sperando che la fantasia della scrittrice riesca ad ampliare questo mondo già davvero interessante.

GIVEAWAY
Avete tempo da oggi fino al 13 settembre per partecipare al giveaway e avere la possibilità di vincere una copia del libro. Il 14, giorno dell’ultima tappa, verrà annunciato il vincitore. Seguite le regole sottostanti e compilate il form finale. In bocca al lupo!

Regole Obbligatorie:


– Seguire tutti i blog che partecipano al blogtour;
– Commentare tutte le tappe dell’evento;
Opzionali:

– Seguire le pagine social dei blog che partecipano al blogtour;
– Condividere l’evento sui vostri canali social;

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Blog Tour: “Nyctophobia: Il cuore della notte” di Carlo Vicenzi – Quinta Tappa

Torniamo a parlare di Nyctophobia! Oggi, nella mia personale tappa, vi faccio assaggiare parte di questa bellissima storia, riportando un paio di estratti presenti ne “Il cuore della notte”. Ovviamente non troverete anticipazioni significative, quindi leggeteli con tranquillità. Poi, correte ad acquistare il libro!
Buona lettura!
1.

«Chi è stato, secondo te?» chiese la piccola. I grandi occhi azzurri coglievano il riflesso del fuoco lontano.
«Ad appiccare l’incendio?» sbuffò Eliana, scuotendo il capo. «Ci sono solo due motivi.» Accennò con la mano sinistra verso il disastro che divorava buona parte dell’orizzonte. «Il primo è la paura e il secondo è la stupidità. Conosco chi viveva laggiù e credo si tratti di entrambe le cose.»
La ragazzina non commentò, si limitò a spostare lo sguardo verso l’incendio, le mani che afferravano il bordo in mattoni ai lati del viso.
Tre giorni di fuoco, morte e terrore.
Sbagliato, si disse Eliana, non tre giorni ma tre notti. Il fuoco durante le ore di luce era solo un effetto collaterale del terrore che sopraggiungeva con il tramonto. Ciò che non era stato ancora bruciato veniva dato alle fiamme appena il terrore tornava a manifestarsi. Il moncone del braccio destro prese a pulsare allo stesso ritmo del cuore, un’agonia sorda che non sentiva da un pezzo. Era serata di grandi ritorni, a quanto pareva.

2.

Da cosa stava scappando? Cosa la stava inseguendo nella sua mente?
Lene si spostò in silenzio, prese il blocco di fogli e iniziò a tracciare linee con il pezzetto di legno bruciato.
Quel ritratto era molto più facile, sia per le mani che per l’anima, rispetto a quello dell’essere derelitto ammazzato nel pomeriggio.
Lene tracciò le linee decise del volto, le labbra sottili che parevano essere dure anche nel sonno, i capelli corvini tagliati corti ai lati e la massa riccia della cresta che scendeva a coprire un lato del viso. I segni sottili accanto agli occhi, che sembravano così fuori posto in una donna tanto giovane…
Sfumò le linee delle spalle, i muscoli che lasciavano intuire la rigidità sotto il cappotto…
No.
Quel disegno era tutto sbagliato. Per quanto fosse fedele all’immagine che aveva davanti, aveva fallito nel compito fondamentale: non era riuscita a cogliere l’essenza, l’anima della donna che si era presentata con il nome di Licia.
Sollevò il foglio con cura e ricominciò daccapo, questa volta lasciandosi trasportare da ciò che sentiva dentro, non solo da quello che le stava davanti.
Poteva percepire la luce del sole spingere via l’oscurità un po’ alla volta quando terminò di sfumare gli ultimi particolari con il polpastrello.
La pagina mostrava Licia come l’aveva vista quel pomeriggio: inginocchiata nell’erba, il viso poggiato alla canna della sua arma, gli occhi freddi rapiti dalle tacche di mira e dal bersaglio.
«Sì», disse fra sé. «Ora ci siamo.»
La donna si scosse sulla poltrona dove aveva passato la notte.
«Che succede?» chiese, le mani che scivolarono verso il grilletto. Lo sguardo aveva già perso ogni traccia di sonno.
«È l’alba», rispose Selene. «Ho preparato quello che mi serve. Possiamo partire. Lascia solo che metta il fissante su questo. Nel frattempo, mangia qualcosa se vuoi.»

Vi ricordo che potete partecipare al Giveaway per vincere una copia digitale del libro! Seguite le indicazioni presenti nell’articolo della recensione e attendete la fine del Blog Tour!