BLOGGER UNITI PER LE LIBRERIE INDIPENDENTI


BLOGGER UNITI PER LE LIBRERIE INDIPENDENTI


Blogger da tutta Italia si uniscono per sostenere le librerie indipendenti

Una rete informativa formata da oltre 30 blogger, in sole 24 ore

Il 6 aprile in partenza la prima iniziativa


Il mondo editoriale e culturale italiano sta vivendo uno dei momenti più difficili della storia moderna. Il lockdown sta mettendo in ginocchio alcuni tra i più importanti presidi culturali: le librerie indipendenti, luoghi di incontro, scambio di idee, rifugio per ogni stato d’animo. Realtà che rischiano di subire un crollo da cui è difficile rialzarsi.

Secondo dati di Ali Confcommercio, l’associazione di categoria dei librari italiani, la chiusura delle librerie dal 23 febbraio al 25 marzo (la data che consentiva la riapertura stando a un precedente decreto) provocherà perdite di fatturato di circa 47 milioni di euro, pari a circa 16,5 milioni di euro di utili lordi.
In questo scenario così drammatico, cosa è possibile fare per essere d’aiuto? Chi può dare un contributo concreto per far sì che le librerie possano continuare ad esistere?
Questo si è domandata Erika Zini, giornalista e blogger, che da anni opera in ambito letterario con trasmissioni su Radio, TV e presentazioni in Librerie e Festival. E la risposta è stata tanto semplice quanto spiazzante: i blogger, che spesso sono considerati gli outsider del mondo editoriale, sono in realtà coloro a cui i lettori si affidano maggiormente per sapere tutto sui libri, sono tanti e sono distribuiti capillarmente nel nostro paese. E se ognuno, nel proprio angolo di web, potesse parlare delle librerie indipendenti della propria zona, facendole conoscere e facendo sapere che sono operative anche se non aperte al pubblico?
L’iniziativa è piaciuta così tanto che in sole 24 ore hanno aderito oltre 30 blog da 15 regioni d’Italia e sono continuamente in aumento con il solo passaparola.
Questa iniziativa avrà la sua partenza il 6 aprile quando la più grande rete di blogger italiani si sintonizzerà sulle frequenze delle librerie indipendenti della propria zona per portarle ai loro lettori.
Insieme siamo più forti e potremo superare anche questo momento difficilesostiene Erika Zini, ideatrice dell’iniziativa perché è importante che ognuno di noi dia il proprio contributo perché nessuno è troppo piccolo per poter cambiare il mondo.

Per supportare e diffondere l’iniziativa potete usare l’hashtag #bloggerperlelibrerie

I blog aderenti all’iniziativa e i loro sostenitori esporranno questo logo ufficiale per la durata dell’evento.

Per adesioni, sia blogger che librerie, è possibile scrivere a: info@erikazini.com


Grazie alla collaborazione con Giulia del blog J. A. Windgale abbiamo stilato un elenco di librerie indipendenti che coprono la città di Milano e della provincia. Se la vostra non compare e volete partecipare all’iniziativa vi basterà contattare Erika alla mail scritta qui sopra.

Città:

6 ROSSO – Via A. Albertini 6
ALEPH – Piazza Lima 1 – interno MM1
ARIBAC – Via Porpora, di fronte al civico 62
BARAVAJ – Via Cesariano 7
BELLEVILLE – LA SCUOLA – Via Poerio 29
BOCCA – Galleria Vittorio Emanuele II 4
BORSA DEL FUMETTO – Via Lecco 16
CENTOFIORI – Piazzale Dateo 5
CLAUDIANA – Via F. Sforza 12/a
CORTECCIA – Via Bernardino Lanino 11
DEL CONVEGNO – Via Lomellina 35
DELLO SPETTACOLO – Via Terraggio 11
DELLO SPORT – Via G. Carducci 9
DI QUARTIERE – Viale Piceno 1
DON DURITO – OASI del PICCOLO LETTORE – via Giuseppe Gabetti 15
FRATELLI BONVINI 1909 – Via Tagliamento 1
HELLISBOOK – Via Losanna 6
IL COVO DELLA LADRA – Via Scutari 5
IL DOMANI – Piazzale L. Cadorna 9, ang. Via Carducci
IL MIO LIBRO – Via Sannio, 18
INTERNAZIONALE IL LIBRO – Via F. Ozanam 11
ISOLA LIBRI – Via A. Pollaiuolo 5
LES MOTS – Via Pepe 14, ang. Via Carmagnola
LIBET – Via Terraggio, 21
LINEA D’OMBRA – Via San Calocero 29
LINEA DI CONFINE – Via A. M. Ceriani 20
LIRUS – Via Vitruvio 43
MAGAZZINO MUSICA – MaMu – Via Soave 3
MALAVASI – Largo Ildefonso Schuster 1
MILITARE – Via Morigi 15, ang. Via Vigna
MONTI IN CITTÀ – Viale Monte Nero 15, ang. Giardini
NUOVO TRITTICO – Via San Vittore 3
POPOLARE – Via A. Tadino 18
PUNTA ALLA LUNA – Via Carlo Marochetti 27
SCALDASOLE BOOKS – Via Scaldasole 1 ang. Corso di Porta Ticinese
SPAZIO BK – Via Luigi Porro Lambertenghi 20
TEMPO RITROVATO LIBRI – Corso Garibaldi 17
TEMPORIBUS ILLIS – Via B. Garofalo 20
TERRA SANTA – Via G. Gherardini 2
TIRITERA – Via Giuseppe Govone 30
TROVALIBRI – Viale Monte Nero 73
VERSO LIBRI – Corso di Porta Ticinese 40

Provincia

ARTE E ARTE LIBRI – Via XXIX Maggio 54 – Legnano
CENTRO LIBRI LARIZZA – Via Como 9 – Solaro
GALLERIA DEL LIBRO – Via Mauro Venegoni 55 – Legnano
IL SEGNALIBRO – Via Roma 87A – Magenta
LIBRERIA TARANTOLA – Piazza Martiri di Via Fani 1 – Sesto San Giovanni
MEME LIBRI – Via Santa Maria 16 – Parabiago
NON SOLO LIBRI – Via Antonio Stoppani 75 – Seregno

Tra tutte le librerie che ho avuto modo di contattare personalmente, ho potuto raccogliere diverse opinioni sul periodo che l’Italia sta affrontando a causa della chiusura totale. Ringrazio ognuna di queste per l’occasione unica che mi è stata data e per l’attenzione dedicata a questo progetto.

NON SOLO LIBRI – Via Antonio Stoppani 75 – Seregno

Social: SitoFacebookInstagramYoutube
La prima realtà che ho voluto assolutamente coinvolgere è la mia fumetteria di fiducia, la Non Solo Libri che ha sede a Seregno. Amo la passione che i proprietari mettono nel loro lavoro, cercando di rimanere quanto più possibile a contatto con i propri lettori, non solo attraverso il canale Youtube attraverso cui elargiscono consigli settimanalmente, ma anche con le lunghe ed entusiasmanti conversazioni che possono durare giornate intere all’interno del loro negozio.
Questo è il loro contributo:
Una fumetteria chiusa per l’emergenza Covid 19 come può continuare a far sentire la sua voce ed arrivare agli appassionati che ha sempre servito? Tanti potrebbero dire vendendo online ma come? E soprattutto non sarebbe sbagliato nei confronti di tutti quelli che non possono? Se il Mondo si deve fermare per risolvere l’emergenza ma anche per permettere alle attività di poter riprendere assieme e senza essere penalizzati, non sarebbe il caso di evitare di cercare di vendere al di sopra di tutto e di tutti? In ogni caso anche solo l’impossibilità di recuperare materiale d’imballaggio, nuove opere o precedenti arretrati e via dicendo, rende la vendita online quasi impossibile sul lungo periodo. I social però possono trasformarci in piccoli dispensatori di consigli cercando di aiutare il lettore alle prime armi ma anche il più saggio, a trovare nuovi stimoli per quelle che saranno sicuramente le prossime opere che riempiranno tutti questi spazi vuoti. L’importante è stare vicini pur essendo lontani ed aiutare anche solo con un momento di svago virtuale per cercare di pensare meno al peggio ed essere pronti per quando potremo finalmente poggiare di nuovo i piedi nei nostri negozi preferiti che alla fine dei conti sono un luogo magico dove sentirsi finalmente a proprio agio, sarà per questo che ci mancano cosi tanto.

LIBRERIA POPOLARE – Via A. Tadino 18
Social: Facebook
Nonostante la chiusura forzata, il proprietario della Libreria Popolare di Milano, Guido Duiella, continua a darsi da fare durante questo periodo attraverso non solo le consegne gratuite a domicilio, ma anche inviando telematicamente dei notiziari di approfondimento molto esaustivi e interessanti. Di seguito riporto un breve estratto:

#VetrineChiuse #LibrerieChiuse
Restate a casa! I libri ve li spediamo noi.

Cari Amici Lettori,
Ci impegna molto, durante la settimana, lavorare per recapitare a domicilio libri a chi desidera leggere nuovi testi. Questa per noi è una nuova esperienza e cerchiamo, nei contatti con chi ci chiede questo servizio, di rimanere librai e non fattorini: così al telefono o per mail manteniamo, per quanto possibile, un dialogo con i lettori che ci faccia sentire meno distanti e vada al di là delle mere informazioni su disponibilità di libri e spedizioni. Questa nuova dimensione di Librai a distanza, ci aiuta a non sentirci del tutto inutili in questo momento di grave emergenza sanitaria e ci conferma che ciò di cui abbiamo tutti bisogno è il dialogo e il confronto con gli altri, in tutte le forme possibili.

Felice il paese che non ha bisogno di eroi! (Brecht, Vita di Galileo)

Pensiamo con rispetto e gratitudine a tutti i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, gli addetti alle pulizie e alla sicurezza degli ospedali, ai volontari che quotidianamente lavorano sulle ambulanze, il personale delle Case di riposo: loro sono i primi, li abbiamo sentiti nelle interviste in radio o in tv, a non voler essere chiamati “eroi”.
Ci spiegano che fanno, con enorme abnegazione e sacrificio, il loro dovere, in prima linea per salvare chi si ammala. Ma sono anche tra i primi a contagiarsi (a migliaia) e a morire, ad oggi 80 solo tra i medici, e a decine tra le altre figure professionali.

Chi volesse andare alla radice del problema della fragilità dimostrata dal sistema sanitario nazionale (che è cosa diversa dal personale medico e sanitario) può leggere utilmente questo libro di Walter Ricciardi, La battaglia per la salute, Laterza.
Ma può anche leggere il Piano Nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale, varato nel 2002 e poi aggiornato negli anni successivi, e chiedersi perché non sia stato attuato per essere pronti a gestire l’emergenza odierna.
O può chiedersi anche perché mancano le mascherine che tutti dovremmo avere e che non si riescono a produrre in Italia in maniera autosufficiente, mentre invece è considerato un bene di prima necessità il caccia bombardiere F-35 la cui costosa produzione prosegue senza problemi: forse perché siamo in guerra?

Parole come pietre: Linguaggio, Verità, Potere

L’abusata e fuorviante metafora guerresca con cui viene descritta questa emergenza sanitaria vorrebbe farci credere che quelle di medici e personale sanitario siano morti quasi inevitabili, perché la guerra è la guerra, si sa, ed ha le sue inevitabili vittime e i suoi eroi.
Ma tutti noi sappiamo che non è così.
Per una riflessione sugli usi fuorvianti delle parole questo articolo del settimanale VitaLa viralità del linguaggio bellico.

Per saperne di più sulle epidemie, consigliamo la lettura del libro di Giovanni Rezza, Epidemie, Carocci.

Democrazia al tempo del Coronavirus

La decisione del parlamento ungherese di decretare lo stato di emergenza a tempo indeterminato dando pieni poteri al premier Viktor Orban annulla il principio stesso della democrazia in quel paese. Questo è l’ultimo ed eclatante esempio di come questa pandemia e la necessità di prendere misure straordinarie (per ordine di grandezza e per misure adottate) ponga in questione il problema della tenuta della democrazia in occidente.
Il dibattito è aperto ed è importantissimo, anche se la narrazione dell’essere in guerra porti ad offuscare se non a negare l’utilità di esercitare una riflessione critica sui provvedimenti via via presi e sui modi con cui vengono attuati.
Non crediamo che il nostro Parlamento corra il rischio di diventare “un bivacco di manipoli” come qualcuno forse vorrebbe, ma non possiamo, in nome dell’emergenza, rinunciare a difenderci anche dal virus dell’antidemocrazia.

Su questi temi vi segnaliamo un intervento video del professor Ugo Mattei,  e il libro del professor Giovanni Ziccardi, Internet, controllo e libertà. Trasparenza, sorveglianza e segreto nell’era tecnologica, Raffaello Cortina Editore, oltre a invitarvi ad una rilettura della Costituzione Italiana, illustrata da Alberto Maritati nel suo libro pubblicato da Laterza.

SPAZIO BK – Via Luigi Porro Lambertenghi 20
Social: Sito – Facebook
Ringrazio la libreria Spazio BK di Milano per l’entusiasmo dimostrato nel partecipare a questa iniziativa:
SpazioB**K ha dovuto chiudere serranda come tutti gli esercizi commerciali ma teniamo viva la relazione con i lettori attraverso tre newsletter settimanali di racconto di libri e sta promuovendo con più energia il proprio sito ecom (www.spaziobk.com), oltre alle richieste di consegne a domicilio nei dintorni della libreria.  Inoltre studiamo meglio il catalogo, riorganizziamo i reparti, recuperiamo lavoro arretrato, ripensiamo al nostro lavoro, progettiamo il futuro calendario dei corsi della libreria e cerchiamo di venire nuove idee tenendo d’occhio quello che si sta muovendo in questo momento, dentro e intorno alla cultura. Coltiviamo questo tempo per resistere, ma soprattutto per continuare a cambiare. Il nostro consiglio è di tenere vive le lucciole, le luci di una cultura umana:
https://www.spaziobk.com/prodotto/libri/come-le-lucciole/ 

TEMPO RITROVATO LIBRI – Corso Garibaldi 17
Social: SitoFacebook

Ringrazio i proprietari della libreria Tempo Ritrovato di Milano, Deborah e Luca Allodi, per la celerità nel rispondere positivamente al progetto:

Dopo un primo momento di sbigottimento abbiamo deciso che si doveva fare qualcosa, il periodo di stasi si prospettava lungo, era necessario delineare un un nuovo futuro per la libreria, in attesa di tempi migliori. Abbiamo deciso che questo tempo sospeso doveva essere investito per la libreria e i librai del domani. Siamo convinti che da ogni avversità possono nascere delle nuove opportunità e, comunque, avevamo bisogno di vedere positivo. Ci siamo subito messi a disposizione dei nostri lettori invitandoli a chiamarci anche solo per consigli da casa via telefono o tramite mail. Sono poi sopravvenute anche diverse iniziative da parte degli editori e distributori, a sostegno della spedizione dei librai, e il recapito dei libri in tutta Italia è diventata una realtà.
Abbiamo ampliato le modalità in cui essere presenti sui social (video recensioni, recensioni classiche, incontri i diretta fb) senza diventare invadenti o snaturare ciò che siamo.
Da questa settimana abbiamo deciso di riattivare la consegna domicilio, per la quale c’è stato un lungo periodo di incertezza normativa, ovviamente dando massima prioritàalla sicurezza. Consegniamo la dove è possibile quindi a Milano in zona Brera e zone limitrofe.
Stiamo ragionando insieme ad altri editori e librai su come sviluppare il canale digitale per gli ‘incontri’. Paradossalmente questo canale potrebbe consentire di effettuare con più scioltezza e minori costi le presentazioni con autori internazionali o, comunque, originari di luoghi d’Italia distanti dalla libreria.
Certo non è come essere in libreria ma, d’altro canto, da ogni situazione bisogna far affiorare il meglio.
Quello che emerge è che, in questo momento di difficoltà, molti attori della filiera editoriale sono riusciti a fare rete e stanno ancora lavorando per sviluppare altri progetti condivisi che sostengano la lettura e i libro. L’unione e la condivisione portano buone idee e generano energia positiva che aiuta a rinnovare la nostra passione giorno dopo giorno. Non sentirsi soli è una bella forza!

LIBRERIA TARANTOLA – Piazza Martiri di Via Fani 1 – Sesto San Giovanni
Social: Facebook

Sono particolarmente affezionata a questa libreria, sia perché mia mamma a sua volta la frequentava da giovane, sia per la qualità delle iniziative che vengono portate localmente avanti. La Tarantola è una delle più antiche librerie d’Italia, fondata ben nel 1859 e ha conquistato nel 2018 il premio come migliore libreria d’Italia.
Ho avuto modo di parlare a voce con il proprietario, il Sig. Giorgio Tarantola, che ha risposto ben volentieri all’iniziativa presentata:

La situazione è parsa fin da subito non facile. Nonostante la libreria sia chiusa al pubblico, l’attività comunque non si è mai totalmente fermata. Questo è stato possibile attraverso il servizio gratuito di consegne a domicilio locale e anche grazie al progetto nazionale Libri d’Asporto, volto a supportare le librerie indipendenti su tutto il territorio nazionale. I libri possono quindi essere tranquillamente ordinati, tramite la pagina facebook, una mail o un messaggio tramite whatsapp (tutti i contatti sono disponibili sulla pagina)
Di consigli di lettura possono esserne fatti tanti, questi sono i primi che vengono subito in mente:
“La ragazza del Kyūshū” di Seichō Matsumoto edito da Adelphi.
“Il treno dei bambini” di Viola Ardone edito da Einaudi.
“L’angelo di Monaco” di Fabiano Massimi edito da Longanesi.
“Tre piani” di Eshkol Nevo edito da Neri Pozza.

GALLERIA DEL LIBRO – Via Mauro Venegoni 55 – Legnano
Social: Facebook

Grazie mille alla Galleria del Libro per aver voluto partecipare all’iniziativa:

Noi in questo momento viviamo una quotidianità un po’ strana: siamo aperti in quanto edicola, ma la libreria è chiusa dal decreto. Quindi ci troviamo ad avere ancora il contatto quotidiano con il pubblico, ma in modo più rapido e senza quelle belle chiacchierate sui libri che facevamo prima. Non ci siamo arresi, però, e ci siamo organizzati per fare consegne a domicilio ai nostri clienti, in modo da non far mancare a nessuno quella medicina per l’anima che sono i libri! Speriamo di tornare presto alla normalità, che per noi vuol dire soprattutto incontri con gli autori (e queste sì, che mancano immensamente!).

Conscia di ciò che amo, ricordo ciò che va rispettato

« Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi… »

Oggi, 23 aprile 2018, in tutto il mondo si festeggia la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Di fatto, è un omaggio a ciò che amo di più: la lettura.
È importante ricordarci quanto sia potente, come metodo di divulgazione della conoscenza.

Questo evento è stato riconosciuto dall’Unesco nel 1995 con l’obiettivo di di promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione del copyright. Il 23 aprile, inoltre, cade la commemorazione della morte di tre importanti scrittori: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega. 

La Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco ha scelto di mettere il libro al centro della giornata, stilando un elenco di storie ambientate nelle 20 regioni italiane. Per ognuna sono stati scelti due libri, per legare la narrativa al territorio e stimolare l’interesse dei lettori.

Blog Tour: Giornata contro la violenza sulle donne – Gli occhi del silenzio

Spesso vedo il silenzio come un momento speciale da dedicare soltanto a me stessa.
Ultimamente, però, mi sono resa conto di quanto inquietante possa essere, da un altro lato, non parlare.
Chi è vittima di una molestia, spesso poi non ne vuole parlare. Perché se ne vergogna, perché se non tira fuori l’accaduto è come se non fosse successo a lei. Come può, in fondo, essere successo proprio a lei?
Il silenzio, in questo caso, non perdona. L’insicurezza, trascina verso un baratro che può trasformarsi in tragedia. Non si crede di poter contare sugli altri, perché loro giudicherebbero e basta.
Di esempi da citare ce ne sono innumerevoli, tanti quanti i tipi di soprusi che un essere umano, purtroppo, può subire. Non esistono solo le percosse, anche le parole e la gestualità possono essere taglienti come lame nella carne.
Il film “Big Eyes” è ispirato ad una storia vera, quella della pittrice Margaret Keane. I suoi quadri sono stati attribuiti per molti anni al marito Walter, che sfruttava il talento della moglie per i soldi e la popolarità. La pressione psicologica a cui Margaret è sottoposta le fanno credere per diverso tempo che sia giusto così, l’importante era guadagnarci economicamente. Ma pian piano si sente privata della sua stessa identità, derubata delle sue opere come se le fossero sottratti dei figli. La lotta per il riconoscimento dei suoi dipinti è lunga ed estenuante, Margaret trova in sé il coraggio che serviva per uscire allo scoperto, fuori dall’ombra di un uomo che ha sfruttato i suoi sentimenti per scopi personali ed egoistici.
Anche i consigli letterari che vi lascio mostrano la violenza da un punto di vista differente. Un punto di vista in cui comunque il silenzio serve a comprendere quanto sia importante non tacere.
“Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini:
A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua kolba di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa di Herat, dove il padre non la porterà mai perché lei è una harami, una bastarda, e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L’unica cosa che deve imparare è la sopportazione.
Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell’aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashto e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra.
Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall’intreccio di due destini, una storia indimenticabile che ripercorre la Storia di un paese in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore sembrano ancora l’unica salvezza.
“Vitamin” di Keiko Suenobu:
Quando hai bisogno di vitamine, significa che ti manca qualcosa. Quello che manca nella vita di Sawako è… praticamente tutto! L’istituto dove studia è un posto da evitare: gli insegnanti sono severissimi e gli studenti infidi come serpi. Il suo ragazzo è meglio perderlo che trovarlo. Ma la nostra protagonista non sembra rendersene conto, per lo meno finché non diventa il bersaglio preferito dei feroci scherzi perpetrati dai compagni di classe! Tra umiliazioni, soprusi e parecchi rospi ingoiati, riuscirà Sawako a trovare la vitamina giusta che le darà la carica per prendersi la sua rivincita?

Non perdete le tappe degli altri blog partecipanti:

La mia esperienza a Tempo di Libri

Unico giorno, per me, alla fiera dell’editoria milanese “Tempo di Libri”, che si svolge a Rho Fiera dal 19 al 23 Aprile.
Ho i piedi doloranti e la schiena a pezzi, ma sono felice e soddisfatta di questa giornata.
Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla quantità di case editrici che ho trovato, nonostante il Salone del Libro di Torino sia alle porte. Mi ha fatto ancora più piacere trovare stand di piccole case editrici indipendenti: sono dell’idea che questo genere di eventi sia così prezioso per loro, per potersi far conoscere e fare più facilmente a gomitate con colossi del calibro di Feltrinelli, Sperling&Kupfer e Mondadori, che non mancano mai di partecipare alle fiere.
Ho potuto finalmente incontrare Alessio Rega di Les Flaneurs Edizioni, la simpaticissima Alice Chimera e le meravigliose donne della redazione di Triskell Edizioni.
Grazie al team della Tunué, che mi ha accolto letteralmente a braccia aperte. Grazie a tutti, per il calore dimostrato.
Per quanto sia sempre tanta la tentazione di arraffare quantità spropositate di libri, la mancanza di sconti significativi mi ha fatto desistere dall’estrarre il portafogli a destra e a manca. Sono sempre stata dell’idea che una fiera, di qualsiasi genere, sia un’occasione per chi compra di trovare offerte vantaggiose, di conseguenza una possibilità maggiore per un editore di vendere di più, senza rimetterci i costi dello stand. Un piccolo omaggio, come segno di riconoscenza, è sempre gradito. I clienti tornano più volentieri la volta successiva.

Non è un discorso che coinvolge chiunque fosse presente, avessi potuto avrei sostenuto maggiormente gli editori. Quando avrò uno stipendio fisso, giuro che mi riscatterò!

Proprio per questo, lo stand del Libraccio è stato costantemente pieno di persone, che ne uscivano cariche di libri dai 3€ in su e scontati fino al 50%. Bello, ma questo dovrebbe far riflettere tutti.
Punto dolente, più per gli espositori che per i visitatori, è stato il pubblico scarso. Si spera che nel weekend le cose possano migliorare.
Complice questo fattore, in poco più di mezza giornata è stato possibile girare i due padiglioni in tutta tranquillità. Gli ospiti e gli eventi più succulenti, purtroppo, si concentreranno tutti circa tra domani e domenica. 
Chi ha la possibilità di andare, vada. Ne è valsa davvero la pena!
Eccome, se ne è valsa!
Un ringraziamento speciale va alla Signora Mamma Lontra, che ha passeggiato tra uno stand e l’altro con la sottoscritta. La fiera da sola, senza di te, non avrebbe avuto lo stesso valore.