Review Party: Recensione di “Shadowhunters: Città di Vetro” di Cassandra Clare

« Pensavo che ad attirarti là fosse qualcosa che avevi nel sangue, qualcosa che riconosceva il mondo delle ombre. Pensavo che saresti stata al sicuro solo se ti avessi tenuto nascosto quel mondo. Non ho mai pensato che avrei potuto proteggerti aiutandoti a essere forte e a combattere. »

Ricordo bene le sensazioni che anni fa mi pervasero, quando finalmente “Città di Vetro” finì inevitabilmente nelle mie mani. Ricordo ancora, con un grande sorriso dipinto sulle labbra, quando la saga di Shadowhunters era definita dalla Clare stessa una trilogia, che sarebbe andata a concludersi con questo libro.
La guerra tra bene e male sta per giungere al termine con un ritmo al cardiopalma che ben poche battaglie mi hanno fatto provare. Tutti i nodi stanno per essere sbrogliati e ogni verità venire a galla. La capacità che Clary scopre di avere nel creare rune dal nulla potrà probabilmente essere l’arma indispensabile per la buona riuscita di ogni piano.
Alla resa dei conti si aggiungono nuovi spunti narrativi che fanno da apripista ai prossimi libri sempre legati a questa prima serie di The Mortal Instruments. Sicuramente, comunque, si può affermare con assoluta certezza che “Città di Vetro” sia la prima prova che dimostra quanto la Clare possa essere crudele. Per quanto si vada sempre alla ricerca del lieto fine, la speranza è affiancata ad avvenimenti catastrofici che colpiscono il lettore con uno schiaffo potente al cuore. Riprendersi da certe scene descritte in queste pagine non è per niente facile, adesso come allora. 
Di certo, comunque, non manca l’amore, che qui è ancora più profondo e si espande in ogni forma possibile.
Il dubbio si fa sempre più strada in Alec, così come il timore di confrontarsi con la famiglia e ammettere il proprio orientamento e amore per il Sommo Stregone Magnus Bane. Non è facile andare contro certi antichi precetti, ma Magnus sa come infondergli coraggio. Isabelle acquisisce qui sempre più apprezzamento, passando dall’essere una bambolina provocante ad una donna guerriera che lotta soprattutto per gli altri e non solo per sé stessa.
I colpi di scena sono sorprendenti e non lasciano modo al lettore di fare una pausa da tutto, perché è troppa la curiosità di andare avanti e concludere la storia.
“Città di Vetro” rappresenta la conclusione di una “prima stagione” che è solo il preludio del potenziale mondo di Cassandra Clare, che da questo momento in avanti si ingrandirà a dismisura, attraverso non solo nuovi personaggi ma anche avanti e indietro nel tempo.

Review Party: Recensione di “Shadowhunters: Città di Cenere” di Cassandra Clare

« Clary sentì un suono simile a un sospiro correre per la Corte, tutt’intorno a loro, un’ondata di rumore, ma non significava niente, si perdeva nel flusso del suo sangue nelle vene, nel vertiginoso senso di assenza di peso nel suo corpo. »

Clary e Jace devono fare i conti con la scioccante rivelazione di Valentine, che non solo li ha divisi ma non permette loro di tornare davvero alla normalità. Ma a quale normalità si può tornare, quando la propria madre è imprigionata in un sonno apparentemente eterno e le forze del male lottano per farsi strada in questo mondo?

Valentine, nascosto da qualche parte, medita su come tornare alla carica e ottenere il potere che dice di spettargli. Riuscirà nel suo intento?

Nel secondo libro di questa saga, si assiste al conflitto interiore dei protagonisti, dato da un colpo di scena che ha chiuso le loro sorti in Città di Ossa. Come se per loro non bastasse a lottare da soli contro questo, sembra che il Mondo dei Nascosti faccia di tutto per ricordare i loro apparenti sbagli, mettendoli davanti ai fatti e scoprire di fronte a tutti i propri sentimenti.

Uno di quelli che rimane scottato da tutto questo è Simon, il migliore amico di Clary nonché uno dei personaggi che maggiormente ho amato nella storia. Nerd dalla testa ai piedi e sempre pronto a fare citazioni di culto, Simon è il classico ragazzo diverte, gentile e altruista che tutti vorremmo nella nostra vita, almeno per come la concepisco io. La sua bontà d’animo lo porta però ad infilarsi in situazioni spiacevoli, che a lungo andare lo porterà a soffrire più di quanto non voglia ammettere. Inoltre è uno di quei personaggi che non solo ha un’evoluzione enorme del corso dei libri ma che assumerà anche una propria indipendenza, scrivendo da solo il proprio futuro a prescindere dagli eventi che lo circondano.

Ma questo non è di certo un libro incentrato su di lui, anzi: Città di Cenere approfondisce maggiormente il mondo presentato in Città di Ossa, ingrandendolo e oltrepassando addirittura le barriere che lo legano al mondo mortale. Valentine si riconferma essere un nemico freddo e calcolatore, capace di mettere in crisi sia i protagonisti che i personaggi secondari.

Alex Lightwood, facente parte di una delle casate più antiche tra gli Shadowhunters, viene sempre più approfondito, così come sua sorella Isabelle. Per non parlare del ritorno del mio amato Magnus Bane. Ma di tutti loro ne parlerò nei prossimi giorni.

La tensione rimane alta e ricordo ancora l’impazienza per l’attesa della pubblicazione del terzo libro, in cui si presume una resa dei conti in grande stile. Lo scoprirete presto!

Review Party: Recensione di “Shadowhunters: Città di Ossa” di Cassandra Clare

« Qualcosa, in quella statua, solleticava la memoria di Clary con inquietante familiarità. C’era una data incisa sul basamento, 1234, e attorno a essa le parole: NEPHILIM:FACILIS DESCENSUM AVERNI. – Quella sarebbe la Coppa Mortale? – chiese Clary. Jace annuì. – E quello è il motto dei Nephilim… dei Cacciatori.
-Cosa vuol dire?
Il sorriso di Jace fu un lampo bianco nell’oscurità – Significa “Cacciatori: strafighi in nero dal 1234”.
-Jace…
-Significa – disse Geremia – “La discesa all’Inferno è facile”.
-Carino – disse Clary. La sua pelle fu percorsa da un brivido, nonostante il caldo. »

Il mondo di Clary Fray si capovolge quando scopre un mondo oscuro, celato fino a quel momento ai suoi occhi. Si sente chiamare Mondana, in una realtà in cui demoni, maghi e altre creature sovrannaturali esistono in un sottile equilibrio regolato dagli Shadowhunters: Cacciatori d’Ombre sparsi negli Istituti delle città più importanti in ogni parte del globo.
Ma non è tutto, perché sua madre Jocelyn è stata una di loro e ha fatto di tutto purché nella figlia non rimanesse alcun ricordo del mondo Nascosto. Il nemico è sempre più vicino, in cerca della sua vendetta e dell’antico artefatto che può portarlo alla vittoria: la Coppa Mortale.
Quale sarà il destino di Clary e cosa la lega al Cacciatore Jace e al misterioso Valentine?
È davvero difficile mettere in ordine i pensieri legati ad una delle saghe per me più importanti. Shadowhunters mi accompagna fin dai tempi delle medie ed è stato il mio primo approccio al mondo dell’urban fantasy. La New York oscura creata dalla Clare ha saputo conquistarmi fin dal primo istante grazie ad una realtà parallela ricca di una cultura che riesce a stare in piedi a prescindere da quella mortale, sposandosi perfettamente con gli ambienti davvero esistenti e facendo credere che possa davvero essere così.
La coppia di Jace e Clary non è tra le mie preferite dell’intera saga, ma sicuramente Jace è uno di quei personaggi che a distanza di anni sa ancora strapparmi una risata e farmi perdere un battito. È il classico bellimbusto consapevole del suo fascino, ma che dietro alla sua corazza nasconde non solo un passato tragico ma anche l’incapacità di riuscire ad affezionarsi davvero a qualcuno. L’opinione che ho di Clary invece è stata altalenante per tutto il corso della storia che la riguarda, passando da momenti di ammirazione ad altri di irritazione.
Nonostante gli anni siano passati e io sia maturata in tutti i sensi, se dovessero venire a chiedermi consigli sull’urban fantasy non potrei non citare questa saga, a cui rimarrò sempre legata a prescindere da tutto.
Per i fortunati di voi che ancora non hanno avuto modo di leggerla, consiglio caldamente la nuova edizione che gradualmente verrà pubblicata da Mondadori in eleganti cofanetti, non solo per l’obiettiva economicità dei volumi ma anche per la qualità grafica che li caratterizza, riprendendo una delle versioni migliori uscita in originale.
Potrebbe essere davvero un bel regalo di Natale, invidio chiunque se li troverà sotto l’albero!

Review Tour: Recensione di “Shadowhunters: Fantasmi del Mercato delle Ombre” di Cassandra Clare

«  Era come se, liberandosi degli abiti, si fosse liberata anche delle aspettative della società riguardo la modestia che una donna dovrebbe mostrare e ora poteva permettersi di essere ammirata e desiderata. La sua anima si librò colma di nuova sicurezza: si sentì una splendida creatura, né gentiluomo né dama.  »

Esiste un luogo, celato ai Mondani, in cui i Nascosti possono ritrovarsi senza l’oppressione dei pregiudizi: è il Mercato delle Ombre, sito in più punti del globo, dove queste creature portano avanti i propri affari, a volte di discutibile origine.
Qui hanno luogo le vicende di questa nuova raccolta di racconti ambientata nel mondo di Shadowhunters in cui Jem, già divenuto Fratello Zaccaria, è come se vegliasse vigile sui cacciatori di cui seguiremo le storie.
Alcune storie sono più emozionanti di altre, specialmente quelle in cui Tessa Gray o Alec Lightwood sono protagonisti. Quando si tratta di inserire nella storia di Shadowhunters il personaggio di Jem, specialmente nell’arco narrativo che segue la trilogia delle Origini, l’atmosfera cala inevitabilmente in un vortice di malinconia e tristezza, per i sentimenti e i pensieri che lo tormentano da dopo la “trasformazione” in Fratello Zaccaria e tutto quello che ne consegue.
Fare anticipazioni è davvero complesso, questo perché “Fantasmi del Mercato delle Ombre” è una raccolta di racconti che non introduce al mondo di Shadowhunters, ma anzi, lo amplifica, dando per scontato che molte delle nozioni di questa ambientazione siano ben impresse nell’esperienza di lettura dei fan.
Per chi ha dubbi sulla lettura, di certo non posso fare altro che consigliare questo libro, perché nonostante non prosegua in modo incisivo la storia fin dove la conosciamo, i piccoli approfondimenti sparsi nelle vite dei personaggi sono delle chicche imperdibili per chi ama la saga e non vuole proprio lasciarla andare.
Ringrazio ancora una volta la Clare per le emozioni che riesce a trasmettere, mi auguro di non dover attendere a lungo la pubblicazione del suo prossimo libro!

Blog Tour: “Shadowhunters: La Mano Scarlatta” di Cassandra Clare & Wesley Chu – Gli Stregoni del Mondo di Shadowhunters

La magia è sicuramente uno degli elementi fondamentali che rendono la saga di Shadowhunters un Urban Fantasy. A cavallo tra mondo terreno e dimensioni alternative, gli Stregoni nascono come frutto concepito tra esseri umani e demoni, e possono piegare la realtà al loro volere. Il lato demoniaco della loro natura è contraddistinto da elementi fisici più o meno evidenti, come il colore della pelle, occhi dalla forma e colore particolari, corna o ali che spuntano dal corpo. Sono immortali e indipendenti, al contrario di altri Nascosti, come vampiri e lupi mannari, che vivono in gruppo. Nonostante questo, il Consiglio a Spirale corrisponde ad una sottospecie di governo volto a supervisionare l’influenza magica nel mondo.
Magnus Bane è sicuramente lo Stregone più amato e popolare di questo vasto universo. Conosciuto anche per essere Sommo Stregone di Brooklyn, è figlio del potente Demone nonché principe dell’Inferno Asmodeo. E’ un personaggio molto sfaccettato, anche per i numerosi secoli di esistenza che si porta sulle spalle. Ha un carattere estroverso ed esuberante, sottolineato anche dal portamento, dal look e dagli immancabili brillantini sul viso. Non teme di mostrarsi per quello che è, anche se le esperienze passate e il tempo hanno influito fino alla decisione di precludersi la ricerca di una persona con cui passare e condividere ogni istante. Tutto cambia, ovviamente, quando conosce il Cacciatore di New York Alexander Lightwood, con cui intraprende una relazione di cui conosceremo molti retroscena e approfondimenti in questa nuova meravigliosa trilogia architettata dalla Clare.
Non solo è protagonista di “La Mano Scarlatta”, ma a lui è dedicata un’intera raccolta di racconti che aiuta a comprendere davvero molto di ciò che viene narrato qui.
Numerosi sono gli Stregoni che vanno a comporre gradualmente la saga, alcuni ovviamente sono davvero degni di nota.
Tessa Gray, la protagonista della trilogia vittoriana dedicata alle Origini, scopre di essere figlia di un demone e una Shadowhunter e questo sarà determinante per il corso della storia che la riguarda. E’ un personaggio chiave e piuttosto ricorrente nelle saghe. Adoro quando entra in contatto con i protagonisti di altre serie, questo rende il tutto più uniforme e realistico.
Ragnor Fell è un amico di vecchia data di Magnus, leggendarie sono le loro avventure in Perù. Il tempo e le circostanze li hanno più volte separati ma hanno sempre cercato di condividere quel poco di tempo che veniva loro concesso. Ha un colore della pelle simile a quello di un cactus (ciò non lascia scampo alle battute esilaranti di Magnus), ma ha fatto di questo un motivo di vanto per le proprie conquiste. Al contrario dell’amico, Ragnor è più chiuso e severo e il più delle volte commenta negativamente le prodezze di Magnus. Probabilmente è questo che lo rende ai miei occhi adorabile!
Catharina Loss è molto legata sia a Ragnor che Magnus. La donna è caratterizzata da poteri strabilianti, oltre che dalla pelle incantevole nonostante la sfumatura bluastra che la caratterizza. Di lei si può dire che è stata una delle poche creature ad aver ricevuto cure amorevoli da parte della madre che, seppur segretamente, l’ha cresciuta nel miglior modo possibile. Ha una predilezione per la magia curativa, che non manca di utilizzare anche in ospedali mondani. Conobbe Magnus in Spagna, dopo il rischio di morire arsa viva, e con lui andò in Perù dove conobbe Ragnor. Diverso tempo dopo incrociò la strada con Tessa. Credo che sia uno degli Stregoni più affascinanti dopo Magnus, sia per il suo passato che per il modo di porsi di fronte alle situazioni.
Malcolm Fade è uno Stregone altrettanto potente, nonché il Sommo Stregone di Los Angeles. E’ un personaggio controverso e contorto, le cui azioni sono difficili da catalogare tra bene e male per il dramma celato nel suo passato e che acceca gli intenti del presente. E’ molto intelligente, calcolatore e spesso manipolatore nei confronti di chi lo conosce da molto tempo. Le sue abilità nella necromanzia gli tornano davvero utili per raggiungere il suo scopo.

 Ma questa è solo una piccolissima parte degli Stregoni che conoscerete leggendo Shadowhunters. Soprattutto con “La Mano Scarlatta”, vengono introdotti numerosi personaggi interessanti e ben definiti, che imparerete ad amare e odiare!

Le immagini rappresentative dei personaggi appartengono all’artista Cassandra Jean.