Review Party: Recensione di “Il tempo della clemenza” di John Grisham

Quando Jake Brigance riceve i dettagli del nuovo caso legale su cui lavorare, comprende subito che sarà una delle cause più ardue da vincere. Drew Kofer, il suo cliente, ha ucciso il padre Stuart, un poliziotto amato dalla zona, che ora chiede giustizia. Essersi macchiato a sedici anni di un crimine così grave mette i brividi e solo chi viveva sotto il loro stesso tetto sapeva le ragioni che hanno portato a un gesto del genere. Lo sanno bene la madre e la sorella, che vedevano Stuart violento e ubriaco, capace di colpire perfino i suoi stessi figli. Solo un abile avvocato come Jake può dare una speranza di salvezza da quella che parrebbe a tutti gli effetti una condanna a morte.

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Review Party: Recensione di “Il prigioniero del cielo” di Carlos Ruiz Zafòn

Sulla scia devastante della dittatura franchista, Daniel Sempere gestisce la libreria di famiglia in un clima di crisi economica e disperazione per il futuro. La fortuna giunge alla porta del negozio il giorno in cui Daniel riesce a vendere un’edizione ricercata di “Il conte di Montecristo”. La faccenda si fa inquietante quando viene chiesto di recapitare il libro con una dedica molto particolare, che fa riferimento a un uomo ritornato dal mondo dei morti.

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Blog Tour: “Nel cuore dell’inverno” di Agatha Christie – L’autrice e le sue opere

Agatha Christie nacque a Torquay, in Inghilterra, nel 1890, in una ricca famiglia dell’alta borghesia. Ricevette l’istruzione in casa, insieme ai suoi fratelli e qui conobbe la lettura di cui s’innamorò perdutamente, iniziando presto a scrivere racconti polizieschi.

Il suo primo romanzo, “Poirot a Styles Court”, venne pubblicato nel 1920 e diede inizio a una brillante carriera da scrittrice. Da qui, il noto investigatore Hercule Poirot comparve in circa quaranta libri, diventando ben presto uno dei personaggi letterari più apprezzati. Un altro celebre romanzo, “Assassinio sull’Orient Express”, vide la luce negli anni ’30, insieme a un altro libro che venne intitolato “Morte nel Villaggio”, primo della serie che vede protagonista Miss Marple.

Per i suoi romanzi la scrittrice prese spesso ispirazione dalla vita reale e da esperienze vissute in prima persona, da cui ha estrapolato i volti dei personaggi e le dinamiche delle vicende che l’hanno resa apprezzata in tutto il mondo.

Per i suoi due personaggi più iconici ha sempre provato emozioni contrastanti: se con Poirot se ne stancò fino a definirlo insopportabile, con Miss Marple ebbe fino alla fine una relazione di amore sincero.

Oltre al genere giallo, la Christie si dedicò sia alla saggistica che al teatro, componendo circa una ventina di testi, di cui “Testimone d’Accusa” e “Trappola per Topi”.

Morì per cause naturali a 85 anni nella sua Winterbrook House il 12 gennaio 1976. Il suo patrimonio letterario non si è mai spento, facendo vivere questa incredibile scrittrice perennemente nei suoi romanzi, che non perdono mai lo smalto e sono sempre apprezzati sia da giovani che adulti.

Review Party: Recensione di “Le Cronache di Lafyen – Il Risveglio delle Guardiane” di Martina Carlucci

In una sera apparentemente come altre, Katherine, Sophie e Diana fanno l’incontro più incredibile della loro vita. Le tre ragazze, che vorrebbero vivere l’adolescenza nei più classici dei modi, s’imbattono in quella che si rivela essere una strega, che dona loro degli amuleti e le investe del ruolo di Guardiane, le uniche che possono proteggere l’antico Regno di Lafyen. Ha inizio per loro un’avventura tra le più fantastiche e impensabili, che le farà crescere e osservare la realtà sotto un punto di vista totalmente nuovo.

Un romanzo totalmente inaspettato ha colpito il cuore della me stessa lettrice, che si è ritrovata totalmente inglobata nelle pagine, grazie a un’ambientazione carica di dettagli e a uno stile di scrittura scorrevole e maturo. Tra le terre di Lafyen mi sono sentita istantaneamente accolta, inondata da emozioni che mi hanno ricordato vecchie letture d’infanzia, i miei primi approcci al fantasy, in grado di risvegliare l’immaginazione e farmi battere sorprendentemente il cuore. Via via che la trama prende piede, luoghi e personaggi si affacciano nella vita delle protagoniste, formandole in ogni modo possibile, che siano essi positivi o negativi. L’aspetto romantico diventa sempre più preponderante nella vicenda, ma è uno di quei casi in cui non mi ha infastidito, troppo presa dalla trama e dal suo sviluppo, che ha saputo lasciarmi a bocca aperta più volte, in preda all’entusiasmo. Al fianco delle tre ragazze mi sono sentita Guardiana anche io, fantasticando come un’eroina adolescente, destinata a qualcosa di grande. Diventa impossibile staccare gli occhi dalle pagine, perché la curiosità infiamma, chiedendo più capitoli, fino a capire dove finirà il viaggio. Un viaggio che è soltanto all’inizio, di cui spero vivamente di poter leggere presto il seguito. “Le cronache di Lafyen” è il primo romanzo di una saga italiana che merita davvero una possibilità di lettura, per la passione dell’autrice impiegata nella realizzazione del suo mondo su carta, con un potenziale in grado di conquistare i fan e non del genere.

Review Party: Recensione di “Il sentiero delle lucciole” di Jane Rose Caruso

Melanie Sofie Spencer ha un lavoro soddisfacente come psicologa, ma una vita personale che trema per delle fondamenta troppo fragili. Costretta a tornare nella casa d’infanzia dopo la morte del padre, la donna deve ora rivivere i ricordi del suo passato, dal rapporto conflittuale con i genitori alla dura vita scolastica e adolescenziale.

Conerville sembra per lei una condanna, fino a quando non fa capolino Johnny, il suo migliore amico da bambina, pronto a sostenerla ancora una volta su un sentiero che possa portarla dalle tenebre alla luce.

Un racconto intimo e dolce è scaturito dalla penna instancabile di Jane Rose Caruso, che con uno stile incantevole e riconoscibile sa catturare l’attenzione del lettore come una ninna nanna, che culla verso storie in grado di colpire e far innamorare.

Melanie è di sé stessa una medaglia con la doppia faccia, in grado di comprendere i tormenti degli altri senza però riuscire a curare i propri. Ogni certezza della sua giovinezza viene meno man mano che il tempo passa, spazzata via dal vento, crollando come un castello di carte. Chi non la fa davvero cedere a terra è il fratello Malcom, che è stato anche un genitore per lei, dotato di una forza che la donna ha sempre ammirato.

Alla ricerca di uno spiraglio d’uscita, Melanie si fa guidare dalle lucciole simbolo del paese, fino all’incontro con l’amico Johnny, un lampo di luce nel tunnel delle difficoltà interiori, che le rivelerà grandi sorprese per il futuro a venire.

Conerville ha subito un ascendente positivo sul lettore, che rimane inebriato dall’aria pulita e i profumi di casa, come il sapone di Marsiglia e il gusto rassicurane di marmellata e burro su una fetta di pane appena tostato.

L’autrice riesce a far innamorare il lettore dei piccoli dettagli che ricordano in qualche modo i tempi andati, fatti di innocenza e spensieratezza, come se i problemi fossero lontani e piccoli, in qualche modo sicuramente risolvibili. Tra le sue pagine mi sono sentita libera e tranquilla, come seduta sotto a una veranda di una casa di campagna, con la possibilità di gustarmi una bevanda calda senza pensare a qualcos’altro.

“Il sentiero delle lucciole” è un rifugio per il cuore, in grado di donare positività attraverso una storia di vita in cui tutti si possono ritrovare e da cui tutti possono trarre degli insegnamenti preziosi per vivere meglio il quotidiano.