Recensione: “Arriva il diavolo” di Linda Ladd

Le indagini di Claire Morgan sono giunte ora al suo quarto grande caso. Non c’è nulla da temere: le storie di questa serie possono essere seguite tranquillamente senza per forza seguire l’ordine di pubblicazione. Ve lo posso assicurare personalmente, che sono alla prima esperienza con i libri di Linda Ladd.

 

Ci si trova ad avere a che fare con Claire Morgan, una donna che si percepisce fin dallo sguardo essere forte come una roccia, soprattutto psicologicamente ed è un profilo che si adatta perfettamente a un thriller come questo. 

 

Ora, la detective si trova ad avere a che fare con un caso di suicidio, quello del giovane Mikey, figlio di un importante imprenditore della zona. E’ un tipo di situazione inspiegabile, che fa ancora più disperare chi si trova a dover piangere una morte vicina, perché lascia quel senso d’impotenza e colpa che ti porta a pensare di non aver fatto abbastanza per impedire un gesto così avventato.

 

È molto interessante il tipo di narrazione scelto dall’autrice, che fa viaggiare il lettore su due rette parallele, quella di Claire nel presente e quella di Mikey nel corso della sua vita, fino agli ultimi istanti. Lo fa attraverso uno stile di scrittura deciso e diretto, che fa emergere ogni singola emozione trasmettendola allo spettatore esterno, che rimane stupito e con naturalezza prosegue con la lettura fino alla fine.

 

Ogni aspetto del romanzo è architettato magistralmente e rende così possibile un dinamismo che annulla la quantità di pagine, intrappolando in una storia di sentimenti e problemi che fanno venire i brividi, da cui si viene liberati solo con l’epilogo.

 

Linda Ladd è stata una piacevole scoperta che penso proprio continuerò a seguire, curiosa di leggere altre opere dedicate a Claire Morgan e non solo.

 

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