Blog Tour “Il richiamo del sangue: Van Helsing #1” di Gianmario Mattei – Prima Tappa

Benvenuti nel Blog Tour della nuova opera targata Segreti in Giallo Edizioni, “Il richiamo del sangue: Van Helsing #1” di Gianmario Mattei.
Il materiale per la creazione della tappa  è stato gentilmente fornito dalla casa editrice.
Boudjiewin Van Helsing: il primo della stirpe dei cacciatori di vampiri
Chiunque abbia letto il “Dracula” di Stoker è rimasto inevitabilmente affascinato dall’ingegno del suo prodigioso e soprannaturale protagonista, Dracula, e dal suo antagonista, l’umanissimo medico olandese Abraham Van Helsing, che ha come armi solo l’intelligenza, le sue conoscenze da medico miscelate alla perfezione con le scienze occulte ed esoteriche. 
Protagonista e Antagonista sono legati tra loro da un file sottilissimo e impalpabile, che viene teso dalle loro incredibili volontà. 
Ancora una volta, però, anche in questo confronto è il personaggio di Van Helsing a prevalere: in tutta il decorso della narrazione, non manifesta mai esitazione e le cui deduzioni, o i suoi consigli, risultano sempre esatti. In molte occasioni Abraham riesce addirittura ad anticipa in maniera straordinaria le intenzioni di Dracula, come se lo conoscesse alla perfezione o avesse avuto a che fare già in passato con esseri del genere, i vampiri. 
È da questa riflessione che è nata la mia idea di approfondire la figura di Abraham Van Helsing, intessendo una creazione letteraria non incentrata esclusivamente su di lui ma sull’intera famiglia da cui discende. Creare una sapienza “soprannaturale” che da un avo all’altro sia stata tramandata nel corso dei secoli forgiando abili ed esperti cacciatori, non di vampiri, ma di oscurità e verità. 
Come ogni cosa, anche questo progetto aveva bisogno di un inizio, di un assaggio che fornisse con rapide pennellate il come e il quando i Van Helsing si siano imbattuti per la prima volta nei vampiri.
Boudjiewin, protagonista de “Il richiamo del sangue”, non è semplicemente il primo dei Van Helsing che hanno bevuto a piene mani dalle acque dell’occulto: Boudjiewin è la radice condizionate il futuro dell’intera famiglia con tutti gli errori o gli sbagli dettati dall’umanità.
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Review Party: Recensione di “Hunger Games – La Ballata dell’Usignolo e del Serpente” di Suzanne Collins

All’alba di una nuova mietitura, Coriolanus Snow sente il peso del suo nome come un macigno sulle proprie spalle: ha solo questa come occasione per riscattare la nomea della sua famiglia, il ruolo di mentore per i Giochi che gli è stato mai affidato è quanto mai critico e fondamentale. La situazione viene complicata dal fatto che gli viene affidato il distretto 12, il più malfamato, in cui conosce e si affianca alla giovane Lucy Gray. Il suo spirito combattivo non lo abbandonerà tanto facilmente, ma il legame che instaura con la ragazza potrebbe in qualche modo compromettere le sue intenzioni.
Non sapevo cosa aspettarmi dal nuovo libro di Suzanne Collins ambientato nel mondo di Hunger Games, solitamente questo tipo di cose non vanno mai a finire bene. Eppure, fin dalla prima pagina, mi sono ritrovata inglobata in un mondo in cui non tornavo da tanto tempo e che ho avuto piacere di ritrovare in un altro periodo rispetto alle vicende di Katniss e Peeta. A posteriori devo dire che la pubblicazione della nuova edizione della trilogia lo scorso autunno è stata quanto mai tattica e necessaria per fare un bel ripasso delle meccaniche che ruotano attorno a Panem. Questo perché, ovviamente, per quanto ci troviamo di fronte a un prequel sono normali i vari riferimenti a ciò che accadrà poi e che nella trilogia è già accaduto, così come i vari personaggi che pian piano fanno capolino tra le pagine. Indagare sulla figura di Snow, personaggio emblematico della trilogia, poteva risultare apparentemente inutile ma al tempo stesso molto interessante: la Collins svela dei retroscena che ampliano il mondo creato anni fa e approfondiscono la caratterizzazione di un uomo che fino ad ora era stato relegato a essere il cattivo e lo spietato della situazione. Ben inteso: l’autrice non vuole assolutamente giustificare le azioni che compirà lui in futuro, ma solo andare a completare la formazione di Snow, da quale realtà arriva, quali persone incontra e quali eventi affronta, determinanti per le decisioni che lo guideranno poi. 
Gli appassionati ameranno questo libro e troveranno emozionante tornare a vivere gli Hunger Games in un modo ancora più sorprendente e crudele di quanto fosse già stato scritto.

Review Party: Recensione di “Dormi stanotte sul mio cuore” di Enrico Galiano

Il legame che s’instaura tra alunni e insegnante può essere più speciale e importante di quanto si pensi. E’ nei propri maestri che i bambini vedono dei punti di riferimento, che vanno al di là del nucleo famigliare e che inevitabilmente li plasmano per affrontare il mondo. 
Quello tra Mia e Margherita è un rapporto intenso che va oltre la sfera scolastica, fino a sfociare in una sincera amicizia. Tutto questo vive nei ricordi di Mia, che da bambina è diventata adulta e non sa fare i conti con le proprie paure. Ricorda bene ciò che la univa a Fede, il ragazzo preso in affidamento dai suoi genitori e che per qualche motivo è andato via.
Mia è ora fragile, insicura incapace di sentire qualsiasi contatto umano. Eppure deve affrontare ciò che teme, se vuole davvero tornare a vivere.
“Dormi stanotte sul mio cuore” mi ha trascinato in un modo che ha saputo conquistarmi subito completamente, attraverso lo stile di Galiano che con naturalezza e precisione sa trasmettere le emozioni dei personaggi e far riflettere i lettori sulle tematiche che tratta. Ci troviamo di fronte a una protagonista, Mia, divisa tra passato e presente, disorientata sulla propria identità e accompagnata da una serie di ricordi dolci e amari che le affollano la mente. Ho trovato molto tenero il rapporto tra lei e Fede e lo sviluppo ha dei risvolti interessanti e sorprendenti. Ancora più intrigante è stato il ruolo di Margherita all’interno della storia, che compare come una saggia anziana pronta a elargire i propri consigli. Il suo è un personaggio adorabile, chiunque avrebbe voluto una maestra come lei e c’è chi ha avuto la fortuna di poterla avere come punto di riferimento nell’infanzia. 
Lo studio dell’autore nella creazione dei personaggi e della trama trasuda di pagina in pagina, perché ogni parola è ben calibrata e il ritmo narrativo non ha alti e bassi. In questo equilibrio però i messaggi arrivano alla mente di chi legge potenti come un treno in corsa, spiazzando e facendo sì che si desideri provare altre botte emotive.
Enrico Galiano è sempre stato una certezza, ma ora che conosco una sua opera letteraria so per certo che non me ne farò più sfuggire una.