Review Party: Recensione di “Armada” di Ernest Cline

« Volevo raccontare loro ciò che avevo appena visto, ma neppure i miei migliori amici mi avrebbero creduto. L’avrebbero considerato un altro sintomo dell’instabilità psichica del loro amico Zack.
E forse era davvero così. »

Zack Lightman ama sognare ad occhi aperti, guardare fuori dalla finestra della propria aula a scuola e immaginare sé stesso in epiche avventure in cui è lui ad essere l’Eroe della storia. Ma è proprio osservando il cielo che, un giorno, scorge le fattezze di un Falcione Sobrukai, nave spaziale del suo videogioco preferito: Armada.
Finzione e realtà si mescolano improvvisamente, offrendo al ragazzo ciò che davvero desidera: dimostrare il proprio valore nel tentativo di sconfiggere un sistema complottistico che vede gli umani in guerra contro la razza aliena.
Impossibile è riuscire a non collegare il nome dell’autore alla sua bellissima opera d’esordio: “Ready Player One”. “Armada” offre le stesse sensazioni nostalgiche e un panorama di citazioni nerd che divertono, sorprendono e fanno impazzire anche il lettore più esperto, che va a caccia di ogni riferimento sparso tra le pagine. Ernest Cline si conferma ancora una volta un esperto, amante e fanatico della cultura tipica degli anni 80 e scrive una nuova storia godibile e appassionante, nonostante si possa intuire l’atmosfera generale se si ha letto il libro per cui è diventato famoso.
“Armada” è un libro di formazione, perfetto per i giovani adolescenti che ignorano quale sia il loro posto nel mondo: a volte basta solo alzare lo sguardo verso il cielo, per poter cogliere anche un semplice indizio su quale sia la strada di vita da percorrere.

Review Party: Recensione di “Vision” di Alessia Coppola

« Incredibile come un’idea possa farsi spazio nella mente umana fino a modificarla, fino a far credere che tutto sia possibile. »

In un’era per noi lontana, Reika immagina il suo futuro perfetto. Perfetto come Meridian, la città in cui vive, coperta da una cupola che protegge gli abitanti dagli effetti che hanno devastato il pianeta in un passato immemore. Perfetto il luogo, perfette le regole, perfetti gli esseri umani che ne calcano il suolo.
Reika osserva ogni usanza credendo sia giusta, fino al giorno della sua condanna. Nel momento in cui trova la vita oltre alla barriera, le alte sfere la imprigionano affinché quella rivelazione muoia con lei. Ma qualcosa, di misterioso e inspiegabile, riesce a far sì che la ragazza possa scappare e giungere lì dove nessuno mai dovrebbe essersi spinto: al di là di quella tanto odiata protezione.
Ed è così che si imbatte nei Sopravvissuti, coloro che le insegneranno che c’è molto altro rispetto agli schemi inculcati dal sistema, che si può davvero tornare a vivere in libertà. Anche se il prezzo potrebbe essere pagato con il sangue.
Alessia Coppola ormai è incanto e certezza da anni. Con la sua scrittura riesce a trasportarmi ogni volta in un mondo fantastico e meraviglioso da esplorare, che questo sia fiabesco, o reale, o cupo, o crudele. 
In questo caso, il mondo distopico da lei creato è affascinante e coinvolgente, al punto che, nonostante la corposità dell’opera, si riesce a leggere in pochi giorni. Reika dovrà mettere in discussione l’intera vita e trovare la determinazione per ripartire da zero. In questo processo doloroso è affiancata da una serie di personaggi straordinari e unici, tra cui Ares, a cui si alterna capitolo dopo capitolo nel narrare la loro storia. Il ragazzo rappresenta un ruolo chiave per la sua rivalsa, e insieme si sosterranno per riuscire a liberarsi dalle incertezze e la paura.
La forza, l’indipendenza e l’amore che caratterizzano l’autrice calzano alla perfezione alla sua nuova protagonista, che non deluderà, così come il libro è all’altezza delle aspettative.
Non attendete oltre, recuperate “Vision”. 

Review Party: Recensione di “The Outsider” di Stephen King

« A volte capita semplicemente che le tracce si perdano nel nulla, ed è una realtà con la quale è necessario convivere. »

Uno spietato e scioccante omicidio; il mondo tranquillo della piccola cittadina di Flint City viene messo sottosopra. Ralph Anderson, Bill Samuels e la polizia locale tutta si ritrovano a dover indagare sulla terribile morte del piccolo Frank Peterson, ucciso brutalmente e in un modo talmente crudele da far rabbrividire perfino gli esperti del settore.
L’obiettivo primario è quello di scovare al più presto il colpevole, consegnarlo alla giustizia e lasciare che tutti possano versare le proprie lacrime, prima di potersi mettere questa vicenda definitivamente alle spalle.
Gli avvistamenti, le testimonianze e le prove raccolte puntano tutto su un unico indiziato: Terry Maitland, che immediatamente viene arrestato in pubblica piazza, senza possibilità di difendersi.
Solo giunti in centrale, però, i dubbi iniziano ad insinuarsi nelle menti degli agenti, scavando nel profondo e logorando il loro intuito: Terry dichiara infatti di essere innocente e il suo alibi di ferro viene subito confermato. Al contempo, però, le prove sono schiaccianti, le impronte digitali coincidono, così come il test del DNA sulla scena del crimine.
Ma come può un uomo essere in due luoghi differenti contemporaneamente?

La paura s’insinua nell’animo del lettore, come un campanello d’allarme primordiale che lo incita a reagire, a proseguire nella lettura, a mettere in discussione ogni cosa, perché nulla è mai ciò che sembra. Diventa difficile, allo scorrere di ogni pagina, riuscire a prendere le difese dell’una piuttosto che dell’altra parte, perché un caso di omicidio dall’esito scontato si rivela ben presto essere uno dei più imprevedibili e agghiaccianti di cui si possa mai avere letto.

Pensando a Stephen King è proprio la paura ad essere la parola cardine, ma questa volta in un modo differente dagli orrori perpetrati attraverso libri più vicini al genere horror che al thriller e che rimanderà piacevolmente agli esordi dello scrittore.

Non è il mostro del tombino a terrorizzare, ma la scoperta di ciò che è realmente successo.

“The Outsider” è un dramma molto intenso, in cui la morte di un bambino non solo devasta la sua famiglia, ma trasforma tutti coloro che lo conoscevano e che si sentono toccati dall’ingiustizia perpetrata.

Ad appesantire ancora di più l’atmosfera è il cambiamento nel modo di comportarsi nei confronti di Terry, che da cittadino modello passa subito ad essere l’omicida che merita di morire sulla sedia elettrica. L’opinione della gente terrorizza sia lui che la sua famiglia, convinta fermamente della sua innocenza ma consapevole che niente, da quel momento, potrà tornare come prima, nonostante la possibilità che l’uomo venga alla fine dichiarato innocente. Una persona coinvolta, anche solo in minima parte, in un fatto di cronaca nera verrà sempre additata e giudicata come quella che l’ha fatta franca, che in qualche modo c’entra ma è riuscita a passarla liscia. La sua vita è comunque condannata; questo è uno dei drammi che purtroppo colpiscono anche i casi realmente esistenti.

Non è un libro leggero, sia per i contenuti sia per la quantità di fatti che si concatenano uno dopo l’altro e che richiedono un’attenzione minuziosa da parte del lettore. Ciò non significa affatto che sia pesante in lunghezza, anzi, scoprirete che 500 pagine non saranno mai state così veloci da far passare. Sul digerirle, è un altro discorso.

Il ritmo serrato, i particolari di ogni scena descritta, l’originalità degli sviluppi fanno intendere quanto King abbia tenuto a rendere questa storia il più realistica possibile, quasi insolita, per gli standard di chi lo conosce esclusivamente come il Re dell’Horror.

Per chi come me prova un amore spropositato per le sue opere, con “The Outsider” vedrà l’apprezzamento salire alle stelle, arricchendosi di un libro che toglie il fiato e la capacità di fare qualsiasi altra cosa prima di aver letto l’ultima pagina.

Ma questo libro mi ha talmente entusiasmato che sento di poter azzardare e consigliarlo anche a chi non ha mai letto nulla dell’autore o a chi vuole dargli una seconda possibilità. Non rimarrete delusi, anzi, l’influenza che avrà su chi vorrà ascoltare la mia umile opinione, lo spingerà a recuperare al più presto tanti altri libri che compongono la sua vasta bibliografia.

Non mi assumo responsabilità sulla dipendenza, assicurata, da paura.