Review Party: Recensione di “Ritorno alla casa dei ricordi” di Helen Pollard

« Si avvicinò e mi prese tra le braccia, poi accostò la bocca alla mia, dapprima con esitazione… ma non durò a lungo. Le nostre labbra si unirono con la stessa perfezione che ricordavo, solo che stavolta non c’era più niente che ci trattenesse. Nessun rimpianto al pensiero che stessi per tornare in Inghilterra, nessuna riluttanza all’idea di dare vita a qualcosa che non avremmo potuto portare avanti. A quel bacio era concesso di racchiudere promesse e possibilità… e, oh, fu dolcissimo. »

Sono davvero felice di essere tornata a “La Cour des Roses”, luogo principale della trilogia romance scritta da Helen Pollard.
Il primo libro si chiama “La piccola casa dei ricordi perduti”, di cui potete trovare la mia recensione qui.
Dopo aver chiuso definitivamente i ponti con Nathan, Emmy si è resa conto che solo la Francia potrà davvero farla ricominciare a vivere. Per questo è tornata alla pensione di Rupert, e ora lavora per lui a pieno titolo.
Questa volta, sarà tutt’altro che una vacanza: Emmy dovrà fare i conti con l’isteria e sfrenatezza dei clienti, specie con l’arrivo della famiglia Thompson che le darà del filo da torcere. Ma la donna è determinata a far risplendere questo posto agli occhi dello spietato blogger di viaggi Geoffrey Turner, che ora alloggia lì e non mancherà di scagliare le proprie critiche ad ogni occasione buona.
Fortunatamente, Emmeline avrà dalla sua parte l’immancabile Rupert, dall’atteggiamento burbero e il cuore tenero, e il sostegno di Alain, commercialista e suo attuale amore.
Ai nuovi incontri si alterneranno vecchie conoscenze che, aspettate o meno, renderanno più frizzanti e ricche le giornate della protagonista, che mai come adesso si sentirà tanto viva.
Helen Pollard è riuscita a mantenere costante l’atmosfera delicata e spensierata che mi aveva attratto nel primo libro. Emmy si dimostra ancora una volta un personaggio realistico, che commette errori ma ha la forza necessaria per porvi rimedio. Le sue debolezze si amalgamano alla caparbietà che la contraddistingue; l’amore e il rapporto con Alain sapranno come sciogliere piacevolmente il vostro cuore.
Una storia perfetta per l’estate: ogni pagina è ricca di freschezza e vitalità, che rendono la lettura una spensierata e rilassante vacanza.
Grazie a Newton Compton Editori per questo libro, spero di avere presto notizie dell’ultimo volume della serie.

Blog Tour: Recensione di “Plugged” di Jill Cooper

« Solo per questo valeva la pena fare tutto.

Tranne per il fatto che è tutta una bugia.
Lei non è al sicuro. Nessuno di noi lo è. Io non sono neanche qui; sono bloccata nel laboratorio.
Trattengo il fiato mentre penso a Rex e a ciò che sta cercando di farmi fare. Ma non posso. Non lo farò. Mi rifiuto.
Sono Lara Crane e posso batterlo. Una volta capito come. »

Eccoci tornati nel mondo creato da Jill Cooper, con la recensione di “Plugged”, secondo capitolo della serie “The Rewind Agency”.

Nota: in questa recensione è inevitabile citare alcuni eventi di “Quindici Minuti”.

Abbiamo lasciato Lara prigioniera dello zio Rex. Catturata con l’inganno, ricattata e torturata, ora è la vittima degli esperimenti che porteranno la Rewind Agency a possedere il perfetto viaggiatore del tempo, in grado di eseguire qualsivoglia ordine a loro piacimento.

Sconvolta e debole, Lara non si arrende e persegue il suo obiettivo: tornare al momento in cui la sorella è stata rapita per salvarla e cambiare la sua attuale situazione.
Ingannare il suo carnefice non sarà per nulla facile, così come distinguere l’illusione in cui viene catapultata da ciò che davvero è accaduto. Arrendersi alla realtà fasulla creata nella sua mente è una tentazione sempre più ammaliante, ma il rischio di perdere i veri affetti la fa rimanere lucida.

Rimuginare sulle conseguenze di una sola azione ormai è diventato inutile, l’unica cosa possibile è vivere nella nuova linea temporale, lottando per il bene dei propri cari.

Se nel primo libro ho amato l’azione, in “Plugged” ho apprezzato il rallentamento della storia a favore della riflessione sul consolidamento dei rapporti umani. Come ben ricordiamo, Lara si è ritrovata in una famiglia totalmente diversa e al fianco di un ragazzo che in precedenza non avrebbe minimamente calcolato.
Il desiderio di avere una mamma nella propria vita, ha creato una realtà in cui la figura materna è poco presente, troppo presa dal lavoro e dal badare ai figli più piccoli. Inoltre, Lara è stata costretta a rinunciare a suo padre, rinchiuso ingiustamente per un reato che non ha commesso. Vedere la ragazza al fianco di Donovan anziché Rick è stato piuttosto difficile da assimilare, ma il loro rapporto, così intenso e sincero, è riuscito a convincermi totalmente.

Non mancano anche qui i colpi di scena, ma ciò che fa rimanere in tensione è la drammatica situazione che la protagonista deve affrontare e da cui sembra non possa esserci via di fuga. Qui, il finale è soddisfacente, ma meno intenso rispetto al precedente. Sono davvero molto curiosa di sapere cosa accadrà in “Detached”, volume conclusivo della serie.

“The Rewind Agency” si riconferma essere una serie affascinante e imperdibile, ricca di elementi validi ed emozioni assolutamente da provare!

COSA FARESTI SE POTESSI TORNARE INDIETRO PER QUINDICI MINUTI?

La Dunwich Edizioni mette a dura prova i blogger partecipanti a questo evento ponendo una domanda complessa, ma totalmente in tema. Come la serie di Jill Cooper ci insegna, tornare indietro nel tempo comporta conseguenze che sfuggono al nostro controllo, nonostante il cambiamento desiderato sia apparentemente minimo. 
Ognuno di noi ha qualche rimorso nella vita, e se avessi quindici minuti nel passato, tornerei al momento in cui decisi di rinunciare al canto e alla musica, per impedirmelo. Non so se questo avrebbe un impatto concreto sul mio futuro, ma sicuramente mi libererebbe da un peso che probabilmente non mi lascerà mai.
Voi cosa fareste se poteste tornare nel passato per quindici minuti?

Recensione: “Quindici Minuti” di Jill Cooper

« Il mio primo pensiero va a mio padre. Ho scambiato un

genitore per un altro e il senso di colpa fa male come il pungiglione
di un’ape.
Faccio la doccia e l’acqua mi massaggia la schiena. La pressione
è molto più forte qui che nel mio vecchio appartamento.
La vita è molto più semplice adesso, ho tutte le comodità che si
potrebbero desiderare. Ma questo non fa diminuire il senso di colpa. Lo intensifica. »

Ho passato un weekend intenso, in compagnia di una giovane donna forte e determinata. Sto parlando di Lara Crane, la protagonista della serie thriller fantascientifica “The Rewind Agency” di Jill Cooper.

Ci troviamo in un futuro non molto lontano, in cui l’agenzia Rewind ha trovato un sistema per viaggiare nel tempo e ne ha fatto il proprio business. Quindici minuti nel passato, rispolverando i propri ricordi, come ombre invisibili. Chi non lo vorrebbe provare anche solo una volta?

Lara ha un solo desiderio: tornare indietro nel tempo per evitare che sua madre venga uccisa in quel maledetto vicolo. Perché sì, lei può farlo: è una dei pochi in grado di interagire materialmente con il passato.
Ma una volta scongiurata la tragedia, tutto cambia: il padre è in prigione accusato del tentato omicidio, sua madre si è risposata e lei ha una relazione con Donovan anziché con Rick.
I suoi vecchi ricordi e quelli di questa nuova realtà si sovrappongono sempre più, fino a farle dubitare della sua vera identità.

Cosa si cela dietro al progetto Banca della Memoria, creato dalla Rewind Agency?

Creare una storia basata sui viaggi del tempo non è per niente facile, specie in un modo tanto originale e coinvolgente. Non ho potuto fare a meno di continuare a leggere, fino all’ultima pagina, con il fiato sospeso e il cuore martellante in petto.

Il ritmo incalzante della narrazione mi ha permesso di non perdermi tra un cambio temporale e l’altro, cosa che purtroppo mi riesce fin troppo semplice, nonostante questo sia un tema che apprezzo molto.

“Quindici Minuti” è un libro pieno di azione e colpi di scena, ancora mi chiedo come mai abbia aspettato tanto a decidermi di leggerlo. Il finale è al cardiopalma: sembra giungere ad una risoluzione, per poi rimettere in discussione tutto. Per mia fortuna ho potuto leggere, subito dopo, “Plugged”: secondo capitolo della serie, per partecipare al blog tour di domani.

Ringrazio infinitamente la Dunwich Edizioni per questa splendida opportunità.

Un ultimo riferimento, degno di nota, va a “Rewind”, una breve novella con un punto di vista diverso rispetto a quello di Lara, molto interessante, specie per le conseguenze che possono abbattersi sul seguito della

serie.


Quindici Minuti e Rewind sono disponibili all’acquisto sul sito della casa editrice e su Amazon.