Review Party: Recensione di “Ti sento” di Valentina Torchia

Quando di una persona si dice che non sia in grado di provare dolore, spesso è sotto un aspetto metaforico, come se si fosse muniti di una corazza emotiva che non può scalfire nulla, o come se la natura avesse donato una salute di ferro, resistente a qualsiasi condizione climatica.

Non è il caso di Edoardo, adolescente modello ammirato e adorato da tutta la scuola. Tutti vedono in lui una persona forte e sicura, una salda roccia cui aggrapparsi. Eppure, il ragazzo è in realtà malato, di un qualcosa di tanto raro da risultare sconosciuto e che non gli permette di sentire dolore alcuno. La sua strada si intreccia a quella di Aurora, che al contrario di lui è così sensibile da fare suo il dolore degli altri.

Il loro incontro darà a entrambi una percezione nuova del mondo, in cui si sentiranno vicendevolmente come mai era capitato con nessun altro.

Il romanzo di Valentina Torchia mi ha sorpreso subito per la gestione di una trama apparentemente lineare, che si è trasformata subito in qualcosa di innovativo, offrendo una storia d’amore dolce e intensa.

Questo è il classico esempio che dimostra che, talvolta, gli opposti si attraggono davvero. In apparenza i protagonisti non hanno nulla da spartire, eppure il loro incontro li metterà sulla stessa lunghezza d’onda, offrendo a entrambi una nuova visione del mondo. Mi sono sentita subito in sintonia con Aurora, la cui sensibilità mi ha ricordato la me pre adolescente: mi facevo coinvolgere emotivamente da qualsiasi cosa, piangendo, arrabbiandomi e scoppiando di gioia in base a ciò che accadeva attorno. La mia sensibilità, da allora, si è affievolita, ma mi ha dato modo di capire subito ciò che la ragazza stava passando.

Edoardo è un personaggio molto particolare, visto da tutti come un supereroe che però deve i suoi poteri a una malattia che col tempo diventa debilitante. In generale non è mai positivo quando gli impulsi del dolore non arrivano al cervello, perché il corpo in realtà è fragile e non capire cosa gli succede di negativo può avere degli effetti devastanti.

Ho seguito con sorprendente passione la loro vicenda, lasciandomi trasportare dalle emozioni che sono guizzate fuori con naturalezza e genuinità, regalandomi una lettura che penso ricorderò per diverso tempo. Nonostante sia dedicata a un pubblico adolescente, non ho avuto difficoltà a entrare nelle meccaniche della storia e ne sono uscita piacevolmente soddisfatta.

“Ti sento” di Valentina Torchia vi accoglierà tra le sue braccia cullandovi a ritmo con i capitoli, che si susseguono veloci giungendo al finale senza che voi possiate accorgervene e colpendovi proprio perché non sarete mai pronti.

Review Party: Recensione di “Lo specchio e la luce” di Hilary Mantel

Dopo la decapitazione di Anna Bolena, la scalata al potere di Thomas Cromwell prosegue come se nulla potesse toccarlo nel profondo. Il peso degli anni inizia a farsi sentire, ma non da a vedere il peso delle responsabilità, che sempre più si accumulano l’una sopra all’altra, mettendogli in mano il potere che ha sempre bramato. Con il più recente matrimonio, giunge finalmente la speranza reale della nascita del tanto atteso erede maschio, infondendo nell’uomo maggiore energia per affrontare i nemici, di cui ha attirato l’attenzione e che lo vedono sempre più come un individuo scomodo.

La Mantel è riuscita a rapirmi totalmente attraverso uno stile di scrittura fluido e coinvolgente, che spiega fatti storici e romanzati uniformandoli e rendendo la trama avvincente e piacevole da seguire. La narrazione è tanto serrata da far dimenticare il destino dei personaggi già segnato, con l’alta probabilità di ribaltare le opinioni generali da sempre fondate.

L’autrice descrive la vita di Cromwell con grande fervore, riuscendo nell’intento di far immedesimare i lettori in un personaggio di così alto spessore, entrando nella sua psicologia e rendendola pubblica e verosimile, mostrando la forza ma anche le debolezze e gli elementi più umani. Le quasi 1000 pagine che compongono il tomo non spaventano, scorrono veloci e travolgenti fino al grande finale, una degna conclusione della trilogia e che ripaga l’attesa della pubblicazione.

Lotte, intrighi politici e vita quotidiana si intrecciano illustrando una vita tanto lontana dalla nostra e che, nonostante le ricchezze e i privilegi, non siamo certi di volere per noi stessi. La Mantel narra perfettamente gli oneri e gli onori che Cromwell si è dovuto addossare, correndo rischi inimmaginabili e senza la possibilità di fidarsi davvero di qualcuno. In un certo senso, viene evidenziato il dramma della sua figura, che ha avuto un’importanza incredibile ma che, al contempo, ha perso molto per quanto riguarda la tranquillità fisica e mentale.

Se ancora non conoscete la trilogia di Wolf Hall, ora è l’occasione migliore per cominciarla, lasciandovi trasportare in un’epoca lontana che vi conquisterà di certo, grazie all’abilità di Hilary Mantel nella realizzazione di un’opera completa sotto ogni aspetto.

Blog Tour: “La negromante” di Laura Pegorini – La stregoneria

Si chiama strega ed è colei che in casa propria ospita il Demonio Belzebù.

Annaluna, detta la Negromante, è indagata dal Tribunale del Sant’Uffizio con suo fratello Vernante e, quello che si dice di loro, è agghiacciante.

Coloro che servono il diavolo compiono giorno e notte atti osceni e diabolici, tutti nel suo nome, a danno del paese che hanno deciso di infestare con la loro presenza.

In genere sono le donne a essere messe sottoaccusa, per l’uomo sono solite le giustificazioni caratteriali che lo rendono quasi innocente o succube. Ma la donna, si sa, è colpevole a prescindere: le sue abilità si avvicinano a quelle di Dio, quindi solo l’Inferno può avergliele concesse e non l’intelligenza o l’attitudine.

Noto è il Sabba settimanale, il ritrovo delle streghe, dove evocano spiriti maligni, infestano le case per rapire i neonati nelle culle e provocano parti di animali o esseri deformi.

La strega Annaluna ha il potere di ammaliare gli uomini, strappandoli alle proprie mogli e perfino di far cadere i preti nel peccato: Padre Gerardo ne è una vittima lampante ed è uno dei motivi che separa la cittadinanza dal gettarla sul rogo.

Il buio è la sua reale dimora, perchè con il favore delle tenebre può invocare i morti e compiere i malefici indisturbata, osservandone beffarda i risultati dall’alba in avanti.

Un testo di assoluta importanza per la caccia alle streghe è di certo il Malleus Maleficarum del 1487, in grado di aiutare i cacciatori a riconoscere le tracce della stregoneria.

Ma quanto può esserci di vero e quanto è in realtà edulcorato dalla paura e dall’ignoranza? Solo Sorella Febe può scoprirlo, indagando il vero significato di negromanzia e cercando di capire quanto le accuse siano fondate o se Annaluna è il capro espiatorio attraverso cui far passare ogni cosa, senza andare alla ricerca della verità.