Review Party: Recensione di “Rinascita: Storie di donne” di Silvestra Sorbera

Nell’assolata e affascinante terra sicula hanno luogo delle storie incredibili e uniche. Distinte e distanti, accomunate da una terra che abbraccia la vita di quattro straordinarie donne. Suor Rosa, Mita, Sicilia Roasio, Piera. Quattro nomi che s’imprimono come a fuoco nella mente, quando si è a conoscenza delle loro esistenze. Così uniche e straordinarie.

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Review Party: Recensione di “La lunga notte di Parigi” di Ruth Druart

Quell’infausta notte del 1944, Jean-Luc non la scorderà mai. Preso in affidamento il piccolo Sam dalla madre, per evitargli la prigionia nei campi nazisti, l’uomo decide di trasferirsi in America, lontano il più possibile dagli orrori della guerra. Ricominciata una nuova vita, lui, la compagna e Sam si sentono ormai una famiglia a tutti gli effetti, ma quando dopo dieci anni il passato bussa ancora letteralmente alla porta di Jean-Luc, la loro vita verrà sconvolta ancora una volta nel più inaspettato dei modi.

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Review Party: Recensione di “Un Duca da conquistare” di Candace Camp

Distrutto dal passato drammatico il Duca Richard torna nella tenuta di famiglia in attesa che la morte sopraggiunga. Ma a sopraggiungere nella sua vita sono l’esuberante istitutrice Jessica e la giovane Gabriela, di cui presto l’uomo diventerà ufficialmente tutore.

Queste novità inaspettate faranno vedere a Richard la luce dopo tanto tempo. Quando però l’ombra dell’omicidio cala su Cleybourne Castle, dovrà fare di tutto per proteggere chi ama.

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Review Party: Recensione di “Come le ali del pettirosso” di Giordano Alfonso Ricci

Augusto ha suddiviso la propria vita secondo criteri precisi e scomparti
stagni non modificabili. Con il peso degli anni trova sempre più
rassicurante rifugiarsi nella monotonia anziché sfuggirle, evitando il
più possibile le emozioni e soprattutto i ricordi. Attaccarsi a questi
vorrebbe dire soffrire e porsi inutilmente domande che non hanno una
risposta, ricominciando ad arrovellarsi su ciò che non può essere
spiegato con la logica, arrivando di conseguenza a torturarsi
interiormente. Solo l’impavida governante Rodica potrà fare breccia in
lui e ricordargli ciò che è importante nella vita e a fargli inseguire
l’amore nonostante la paura attanagliante.

Con uno stile fluido e con una carica incredibile di emotività, Giordano
Alfonso Ricci conduce i suoi lettori nei profondi meandri dei
sentimenti, che spesso albergano più nella mente che nel cuore. Lo fa
attraverso un personaggio controverso come Augusto, in cui è facile
rispecchiarsi ma non altrettanto comprenderlo, com’è ovvio che sia: è
più semplice osservare le situazioni degli altri piuttosto che scavare
in noi stessi e tirare fuori tutto, a prescindere dalla natura. Questo è
un processo difficile che spesso crea dei blocchi interiori e ne
distrugge altrettanti, senza però di fatto rendere una persona davvero
libera.

La libertà è spesso un elemento scomodo, che fa sentire potenti senza
pensare alle reali conseguenze. Quando queste precipitano addosso
tendiamo a chiuderci sempre di più, estirpando quella libertà tanto
agoniata in favore della convenienza, nonostante questa non sia mai la
giusta soluzione. L’autore pone queste riflessioni con una naturalezza
disarmante, portando chiunque a guardarsi dentro e ad anallizarsi senza,
di fatto, accorgersene davvero. Ogni scena è una giostra di emozioni,
che coinvolgono sempre più nella narrazione, offrendo un prodotto di
qualità che supera le aspettative soddisfando appieno la sete di conoscenza.

“Come le ali del pettirosso” è una storia intensa che mostra le
fragilità umane unite ai punti di forza, in un concatenarsi che rende
sensate le prime solo con la presenza dei secondi e viceversa, in un
legame indissolubile e indispensabile che ci fa apprezzare l’animo a
tutto tondo, senza dare importanza soltanto a una delle parti
scompensando quella che rimarrebbe indietro. Nulla deve essere lasciato
indietro, soprattutto quando si parla di felicità, che si alberga sempre
dove non è facile trovarla, perfino al centro di un dolore troppo intenso.

Review Party: Recensione di “La rinnegata” di Valeria Usala

Ciò che Teresa ha sempre saputo di sé è di essere diversa da tutti
coloro che conosce nel suo paese. Gli stessi compaesani l’hanno sempre
guardata con occhi diversi, guardinghi e timorosi, vittime di credenze
popolari e di una mentalità che deve essere superata per affrontare il
mondo che cambia in ogni istante. Teresa è il cambiamento che gli altri
non desiderano: indipendenza ed emancipazione, desiderosa di una vita
appagante come individuo piuttosto che relegata al solo ruolo di moglie
e madre. Gli sguardi si trasformano ben presto in pensieri e parole
d’odio che minano la vita della donna che, per quanto incredibilmente
forte, nasconde un lato semplicemente umano incompreso agli occhi di tutti.

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