Review Party: Recensione di “Il resto non conta” di François Garde

È il 08 Ottobre del 1815 e a Gioacchino Murat rimangono solo sei giorni di vita. In questo lasso di tempo non gli resta che ripercorrere i momenti più salienti della sua vita, un’ascesa che l’ha portato da umile figlio di locandiere a braccio destro di Napoleone Bonaparte, già alla deriva verso Sant’Elena.

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Review Party: Recensione di “Le cose possono cambiare” di Miku Sophie Kuhmel

Nulla sembra poter scalfire il rapporto tra Max e Reik. Un rapporto lungo venti anni, che li porta ora a decidere di trascorrere un tranquillo fine settimana nella loro casa sul lago. Gli unici che vengono invitati sono Tonio, amico di Reik e Pega, la figlia ventenne di questo. Quello che però doveva essere un momento di svago e piacere sta per trasformarsi in qualcosa di inaspettato e imprevedibile, che farà scaturire segreti e desideri mai svelati prima.

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Review Party: Recensione di “Senza Colpa” di Charlotte Link

Dopo l’esperienza con Scotland Yard, Kate si deve rimboccare subito le maniche e dedicarsi a ciò che capita a Scarborough. Le vicende di due donne che nulla hanno in comune se non l’arma del tentato delitto, porterà l’investigatrice a scavare nel profondo delle vite di ognuna, analizzando tutti i legami, facendo caso alle contraddizioni e a chi insiste nel tenere affossata la verità. Imputando una colpa a chi, di fatto, non ne ha.

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Review Party: Recensione di “Storia di un cane e del padrone a cui ha cambiato la vita” di Ben Moon

Chi è amante degli animali e soprattutto ne ha uno domestico, non può rimanere indifferente di fronte alle storie di vita vera in cui il protagonista è colui che ha reso le giornate dell’uomo piene di emozione, dando un tocco speciale che solo lui può infondere.

Questo è ciò che viene raccontato da Ben Moon, uno scalatore che ha aggiunto alle sue infinite passioni anche quella per il suo cane, Denali, trovato cucciolo in un canile. La scelta di prenderlo con sé cambia radicalmente il suo quotidiano, scombinando certi piani ma combinandone altri che saranno per lui indimenticabili.

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Review Party: Recensione di “Il volto dell’assassino” di Amy Mclellan

A causa di un grave incidente, Sarah soffre di un disturbo che le impedisce di ricordare ciò che le capita e i volti delle persone che le stanno intorno. Ad aggravare la situazione ci si mette il destino, che non solo le fa perdere la sorella ma le mostra l’identità del suo assassino, che ben presto irrimediabilmente dimenticherà. Come potrà avere salva la vita e al tempo stesso rendere giustizia alla morte di una persona tanto importante?
Con uno stile preciso e crudo, Amy Mclellan ha saputo ipnotizzarmi con una storia che è riuscita a catturarmi fin da subito, affascinandomi e torturandomi con un’atmosfera tanto piena di tensione da lasciarmi senza fiato. Quest’opera mi ha ricordato un altro thriller davvero bello e che a distanza di anni continuo a consigliare, “Non ti addormentare” di S.J. Watson, in cui l’elemento della memoria è fondamentale tanto quanto in “Il volto dell’assassino”. 
Quando un libro di questo genere si lega perfettamente con la psicologia, mi conquista senza lasciarmi scampo. Entrare nella mente e nel quotidiano di Sarah non è semplice e a ogni capitolo è una sfida sempre nuova. Gli intenti dei personaggi sono costantemente messi in discussione, tanto da arrivare a confondere la verità con l’inganno. A ogni rivelazione il sangue si gela nelle vene e l’inevitabile finale fa capolino in un modo tanto inaspettato quanto scioccante. 
La lettura di questo libro è altamente consigliata non solo agli amanti del genere ma anche a chi desidera lanciarsi in un’avventura adrenalinica e piena di quelle forti emozioni che spesso soltanto un thriller scritto come si deve sa offrire. Amy Mclellan è una scrittrice talentuosa che non vi deluderà di certo!